Ciao a tutti lettori!
Chiedo scusa per l'assenza, ma l'università mi prosciuga le energie e le idee!
Sono qui solo per un veloce motivo: spero che questo messaggio vi arrivi nella bacheca/sulla mail, perché il blog ha cambiato domino!
Si, avete capito bene: non è più Crazy Girl's Faity Tales, con URL http://scimmiettaivy.blogspot.it/, bensì Compagna Di Viaggio, URL http://compagnadiviaggio.blogspot.it/
I PRO sono che 1. è un nome più adulto, 2. la grafica si è riammodernizzata, 3. i contenuti sono gli stessi.
I CONTRO purtroppo sono che ho perso tutti i lettori fissi, le visualizzazioni, i follower and so on. ERGO
SE VOLETE CONTINUARE A SEGUIRMI, VI PREGO, ANDATE SUL NUOVO URL ED ISCRIVETEVI COME LETTORI FISSI/CON LA PROPRIA MAIL!
Anche perché se digitate http://scimmiettaivy.blogspot.it/ venite subito reindirizzati al nuovo blog, quindi non vedrete più la vecchia grafica!
Grazie di cuore a tutti. Spero vogliate ripartire con me per questo splendido viaggio!
Baci,
Ivy
. . . All you life, you were only waiting for this moment to be Free . . . * Nulla enim culpa est in somnis.
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martedì 22 novembre 2016
venerdì 11 ottobre 2013
Augusta come Ottaviano
Buooon pomeriggio miei dolci lettori!
Prima che mi diciate di cambiare spacciatore dopo aver letto il titolo, ne specifico il significato.
Il riferimento ad Ottaviano è dedicato al testo di oggi: una nuova "Intervista Impossibile" in puro stile Eco, come quella precedente leopardiana, ma dedicata al Magnus Ottavianus Augustus.
E siccome Augusto significa Degno di venerazione e onore, me lo attribuisco per una sera, per farvi capire come mi sono sentita quando grazie a voi ho visto questo:
La stanza è circondata d’ori e d’argenti, con raggi di sole
che fanno capolino da larghe fessure accecando chiunque entri. Lui, steso su un
triclino, si sta facendo imboccare da due giovani, probabilmente concubine.
Dall’aspetto si direbbero egiziane.
“Di che tipo?”
“Basta adulteri. Sono stufo di sentire lamentele. Caccerò ogni donna o uomo che tradirà il proprio compagno (o la propria compagna). Darò invece premi a chi fonderà una famiglia solida e numerosa, e costringerò gli sfaticati a trovar moglie (o marito). Voglio che la gente romana abbia solide basi su cui poggiarsi, valori indissolubili, potere su ogni fronte.”
Prima che mi diciate di cambiare spacciatore dopo aver letto il titolo, ne specifico il significato.
Il riferimento ad Ottaviano è dedicato al testo di oggi: una nuova "Intervista Impossibile" in puro stile Eco, come quella precedente leopardiana, ma dedicata al Magnus Ottavianus Augustus.
E siccome Augusto significa Degno di venerazione e onore, me lo attribuisco per una sera, per farvi capire come mi sono sentita quando grazie a voi ho visto questo:
Grazie di cuore. Enjoy yourselves!
Roma, 29 a.C.
Destra, sinistra, giro. Destra, sinistra, giro. Destra,
sinistra, giro.
Rosicchio le unghie, mi ravvivo i capelli, passo la mano
sugli occhi, sistemo la veste, ricomincio. Destra, sinistra, giro.
Tra cinque minuti entrerò nel SUO ufficio, al SUO cospetto, e
LO fisserò negli occhi e GLI PORRO’ delle domande. E’ difficile stare
tranquilli.
Destra, sinistra, giro.
Ripasso mentalmente la scaletta. Sudo freddo, temo un lapsus
improvviso, sbuffo.
Destra, sinistra, giro.
Una voce. O meglio, un uomo che si schiarisce la voce.
Deglutisco, poi avanzo, la veste frusciante alle spalle e una tavoletta in
mano. Alea iacta est.
“Mulier, può entrare.”
La stanza è circondata d’ori e d’argenti, con raggi di sole
che fanno capolino da larghe fessure accecando chiunque entri. Lui, steso su un
triclino, si sta facendo imboccare da due giovani, probabilmente concubine.
Dall’aspetto si direbbero egiziane.
M’inchino. Lui fa cenno d’alzarmi. Mi guarda e scoppia a
ridere. “L’emancipazione femminile andrebbe fermata! Ma chi può fermarla? Ah
giusto, IO!” Ride. Poi indica un tappeto. “Siediti. Dimmi, veloce."
Obbedisco, mi schiarisco la voce ed inizio: “La Sua non è una
figura nuova per le pagine di attualità di Urbs. Ricordiamo ad esempio le sue
lotte con Antonio…”
“Ah, si, Antonio…” si guardò le unghie, mangiò un acino d’uva
e riprese: “E’ stata anche per me una sorpresa sapere che Zio Cece nominasse me
come successore e non Antò. Io stavo cambiando la moda ai Parti quando lo
venni sapere…”
“In che senso scusi?”
“Nel senso che adesso vestirebbero con tuniche tinte
di rosso e lacerate da spade!” e qui sghignazzò
“Purtroppo non ne ebbi tempo. Dovetti correre in Urbs (Roma, ndr) per evitare che
Antonio mi prendesse il potere. Mettermi in buona luce con Cicerone, coi
conservatori moderati, col Senato… Me ne stesse simpatico uno solo! Macché.
Gentaglia, uno peggio dell’altro. Poi nel 43 il rammollito se l’è svignata… Invano
tentò d’accaparrarsi la Gallia Cisalpina. E sì che ‘Le Filippiche’ di Cicerone
avevano convinto anche me! Si sarebbe dovuto fermare prima, il mio caro
cuginetto acquisito. Poi quei vecchi scemi del Senato non vollero eleggermi
console. Dovetti allearmi con Lepido ed Antonio, andando contro i miei stessi
principi, ma almeno grazie alle mie truppe ottenni il consolato e mi dovetti
inventare una nuova costituzione: uccisi qualcuno qua e là con le Liste di
Proscrizione – forse un po’ ci rimasi male per Cicero, ma solo un pochino -,
sconfissi i Macedoni ribelli – avrei voluto uccidere i traditori della loro
stirpe, ma Bruto e Cassio fecero tutto da soli -, diedi terre ai veterani ed
infine, con mio sommo dispiacere, dovetti combattere a Perugia contro quegli
inetti degli Antoniani.” Ingoia altri acini d’uva, solleticando la mano che
glieli porge.
“Ma comunque non sfidò Antonio personalmente…”
“Non subito. Si misero in mezzo Mecenate ed Asinio Pollone.
Non avrei mai fatto loro torto. Quindi accettai sia la mia misera parte, ovvero
le province occidentali, sia la vecchia Scribonia al mio fianco. Ovviamente iniziai
una bella pubblicità anti-Marco Antonio, visto che quel filorientale s’era
invaghito di Cleopatra e s’era dimenticato dei Parti. Se fossi andato io, altro
che ritirata! Sarebbero diventati spiedini. Bisogna difendere la famiglia e lo
Stato a costo della vita, non tradire entrambi!”
“Eppure ripudiò Scribonia…” constato io. Un lampo feroce gli
attraversa lo sguardo. Ma forse me lo sono inventata io, perché prorompe in una
roca risata.
“Non avrei dovuto nemmeno sposarla! Quella stupida megera era
come un trattato diplomatico. Sconfitto lo zio non mi servì più. Non l’amavo;
il mio cuore l’avevo già donato alla giovane e bella Livia.” Qui tace. Sembra
pensieroso. Congeda le donne, si siede sul triclino, il volto grave.
“Mi sembra che non sia molto in forze. Non vorrei dirlo, ma
temo che abbia solo pochi mesi di vita davanti a sé. Dopo il suicidio di
Antonio e Cleopatra, tentai in tutti i modi di trovare un buon medico per lei.
Ma non ci fu nulla da fare. Mentre io ero ad Azio, lei soffriva; ad
Alessandria, lei moriva dentro. Adesso morirà anche fuori. Non so quanto la
Repubblica riuscirà a sostituire questa sofferenza…”
| Ottaviano <3 |
Quel grande uomo mi fa quasi pena. Anche lui è fatto di
carne, di ossa, anche lui soffre e sorride. Sembra tanto sprezzante del
pericolo, ma in realtà sotto il petto anche lui ha un cuore.
“Parliamo dei progetti futuri… Cosa pensa di fare adesso che
la Repubblica Romana è stata distrutta?”
Sul viso tornò il suo cipiglio severo e baldanzoso. Si
ristese sul triclino, il capo sotto il palmo destro e lo sguardo un po’
languido.
“Innanzitutto, mi concentrerò sull’esercito. Voglio un bel
manipolo di uomini tutto per me, non si sa mai: se qualcuno volesse farmi
fuori, dovrebbe lottare per un bel po’. Sono o non sono il grande Ottaviano?”
Penso sia meglio evitare di rispondere a questa domanda.
“Tempo qualche anno” continua, nutrendosi autonomamente, “e
mi farò assegnare qualche caricuccia dai vecchi. Magari un titolone, come
Magnus, o Divi, o Augustus! Ottaviano Magno… No, Ottaviano Augusto! Suona bene? Rispondi!”
“Oh, si, suona bene” borbotto per farlo contento. La
scaletta, ricordati la scaletta. “Per quanto riguarda l’amministrazione? Ha
qualche idea particolare?”
“Suppongo che io debba privilegiare un pochino il Senato.
Magari mi comprerò gli Equites… Creerò delle cariche apposta per loro, due o
tre prefetti che possano amministrare dignitosamente al posto mio. Sotto al mio
potere, ovviamente. E poi dividerò le province: un paio le terrò io, il resto a
quei noiosi senatori. Dividerò anche i tributi, cosicché mi rimanga un po’ di
bottino personale in caso di necessità, e introdurrò un doppio sistema di
monetazione, per essere sempre il più ricco. E dunque, una bella riforma sulla
famiglia.”
“Di che tipo?”
“Basta adulteri. Sono stufo di sentire lamentele. Caccerò ogni donna o uomo che tradirà il proprio compagno (o la propria compagna). Darò invece premi a chi fonderà una famiglia solida e numerosa, e costringerò gli sfaticati a trovar moglie (o marito). Voglio che la gente romana abbia solide basi su cui poggiarsi, valori indissolubili, potere su ogni fronte.”
“Infine, un pensiero personale. Crede che un suo successore
riuscirà a mantenere intatto il suo lavoro?”
Lo vedo perplesso. Tullio, dammi una promozione, te ne prego!
Ho messo in difficoltà il grande Ottaviano!
“Sinceramente non lo so. Spero di sì, ma un po’ ne dubito. E’
difficile pensare a qualcuno che abbia man salda come me… Ci vuole carisma,
furbizia, un pizzico di despotismo e autoironia. Bisogna essere degni di
venerazione, ecco. Bisogna essere Augustus.”
Chiude gli occhi. Ho raccolto abbastanza informazioni.
M’inchino, ed esco di scena.
Così anche io m'inchino ai vostri piedi. Au revoir, alla prossima.
Ivy
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Trento, Italia
lunedì 8 luglio 2013
Bologna here we go!
Buon mattino cari lettori, qui la vostra Ivy carica e sorridente!
Voglio condividere con voi una bella notizia: da oggi, per circa un mesetto, sarò a fare uno stage (si legge alla francese ;D) nell'ufficio stampa dell'agenzia di comunicazione Omnia Relations! Spero di migliorare anche il mio stile di scrittura, per potervi allietare meglio con le mie storielle...Per ora, vi lascio così, con una notizietta a metà... Ma tornerò presto ^-^
Un bacione! :*
Ivy
lunedì 31 dicembre 2012
Natale in ritardo e Capodanno in anticipo
Buona splendida serata gente! E' l'ultimo post dell'anno!
Ahimé, non è stato un anno felice... A questo proposito, saluto la mia nonnina, che anche se è andata dal Signore mi continuerà a leggere. :)
Ringraziamenti di fine anno: Grazie ai miei 10 splendidi lettori fissi, anche se 2 di questi sono io; vi voglio vedere RADDOPPIATI il prossimo anno.
Grazie alle 1819 volte che siete entrati a visitarmi, perché state coronando il mio sogno. Fatele lievitare!Grazie ai miei 28 "mi piace", che spero diventino molti di più.
Grazie alla mia splendida famiglia ed ai miei splendidi amici ed alle mie splendide amiche che mi sostengono e sopportano sempre.
E grazie a tutte le persone che mi hanno dato una o più parole su cui lavorare. Veramente GRAZIE.
E con l'anno nuovo inauguro una novità: se vorrete potrete inviarmi anche immagini - oltre alle parole - su cui ricamare un raccontino breve! Avanti numerosi!
Ed ora per vuoi il racconto di Natale che non avevo fatto in tempo a pubblicare il 25, tratto dal giornalino "Praticantati" - ma ovviamente scritto da me.
BUON 2013!!!
Anche quel giorno, malgrado fosse l’ultimo prima della Vigilia di Natale, arrivai a casa appena prima delle sette e mezza.
E poi tutti
sembravano veramente più buoni, come la pubblicità della Bauli. Ogni strada
luccicava di lampadine dorate, ogni negozio sfoggiava ghirlande e fiocchetti,
ogni angolo pullulava di pseudo Babbi Natale ed i bambini iniziavano a scrivere
lunghe lettere in cui elencano le cose buone – non realmente fatte – che li avrebbero
di certo fatti morire dalle risate una volta divenuti adulti.
Ahimé, non è stato un anno felice... A questo proposito, saluto la mia nonnina, che anche se è andata dal Signore mi continuerà a leggere. :)
Ringraziamenti di fine anno: Grazie ai miei 10 splendidi lettori fissi, anche se 2 di questi sono io; vi voglio vedere RADDOPPIATI il prossimo anno.
Grazie alle 1819 volte che siete entrati a visitarmi, perché state coronando il mio sogno. Fatele lievitare!Grazie ai miei 28 "mi piace", che spero diventino molti di più.
Grazie alla mia splendida famiglia ed ai miei splendidi amici ed alle mie splendide amiche che mi sostengono e sopportano sempre.
E grazie a tutte le persone che mi hanno dato una o più parole su cui lavorare. Veramente GRAZIE.
E con l'anno nuovo inauguro una novità: se vorrete potrete inviarmi anche immagini - oltre alle parole - su cui ricamare un raccontino breve! Avanti numerosi!
Ed ora per vuoi il racconto di Natale che non avevo fatto in tempo a pubblicare il 25, tratto dal giornalino "Praticantati" - ma ovviamente scritto da me.
BUON 2013!!!
Anche quel giorno, malgrado fosse l’ultimo prima della Vigilia di Natale, arrivai a casa appena prima delle sette e mezza.
Appena girai la chiave nella toppa, un aroma di pollo e patatine m’invase le narici.
"Mamma, sono
a casa!” dissi chiudendo il portone. Mi tolsi la sciarpa, il cappotto pesante
ed i guanti, poi sfilai gli stivali di gomma e infilai delle pattine felpate.
Ciabattai fino all’adiacente cucina, schioccai un bacio sulla guancia della mia
super mamma e mi buttai su una sedia, stremata.
Mia madre
stava scongelando della carne per fare un ragù. “Domani sera vengono i tuoi zii
a cena, inizio a preparare. Mi dai una mano?”
Quelle
parole ebbero un effetto benefico su di me.
Da quando
papà era stato dichiarato ufficialmente morto, sei anni prima, mentre faceva un
servizio in Azerbaigian, l’unica occasione in cui la famiglia si riuniva era il
cenone della Vigilia di Natale.
Che bella
festa, il Natale… La mia preferita.
All’inizio s’accendevano
le candele dell’Avvento in Chiesa, e si faceva il Presepe: senza la statuetta
di Gesù Bambino , che si metteva la notte di Natale, e senza quelle dei Re Magi, che invece
arrivavano il giorno dell’Epifania, ma in compenso pieno di statuine di pastorelli
e pecorelle, panettieri e pescatori, contadine e cittadine, fabbri, mendicanti,
e tutti i personaggi caratteristici del luogo. Papà da giovane li aveva
intagliati con le proprie mani, e negli anni vi aveva aggiunto tutti i suoi
cari, me e mamma comprese.
Nel nostro
piccolo appartamentino di città il bianco predominante in mobili e muri
(definito ‘Bianco Ospedale’ da papà e ‘Bianco Moderno’ da mamma) lasciava
spazio a colori più vivi, come il rosso, l’oro e l’argento: entrando in casa,
m’avvolgeva una sensazione di immediato calore, di familiarità, di affetto incondizionato.
I pacchetti ed i bigliettini mi ricordavano quante persone ci volevano bene, ed
ogni anno si ricordavano anche di noi; l’albero luccicante colmo di palline,
che diligentemente avevo attaccato una ad una, mi faceva pensare a quanto ogni
dettaglio sia importante, anche nella vita di tutti i giorni; la tavola colma
di ogni ben di Dio simboleggiava l’amore che mia madre metteva nei suoi piatti,
nutrendoci con la sua tenerezza e la sua gioia di vivere, appannata solo
dall’assenza di papà…
Anche a
scuola il Natale si faceva sentire: a mano a mano, tutte le classi si armavano
di alberello, palline, ghirlandine ed angioletti, e i ragazzi iniziavano a fare
il countdown verso le vacanze. Corte, agognate, piene di compiti e ripassi, ma
pur sempre vacanze.
“Aurora! Ci sei?” mi riscosse mia madre.
“Si, si…”
risposi distrattamente mentre mi pulivo le briciole di pane dai pantaloni. Mi
alzai e l’abbracciai. Lei si stupì.
“Ehi, che
cos’è questo gesto improvviso? Che c’era nella pagnotta?”
“Amore e
spirito natalizio” risposi con un sorriso. Poi volsi distrattamente lo sguardo
alla finestra. E rimasi a bocca aperta.
La neve
scendeva lievemente dietro ai vetri appannati
delle case. L’ultima neve dell’anno, quella che non si dimenticherà mai se abiti
in un posto dove non nevica mai, quella che si posa sulle automobili piene di
brina e si lascia evaporare sui camini bollenti, quella che fa “ciap, ciap”
sotto le suole delle scarpe, mischiata al fango ed all’asfalto...
Istintivamente,
presi mia madre per mano e la feci uscire. Lei tentò debolmente di protestare,
ma nel suo intimo anche lei lo desiderava.
Uscimmo dal
portone principale in ciabatte e magliettina leggera, il freddo che s’insinuava
nella pelle ancora tiepida e faceva battere i denti. Le presi le mani tra le
mie e la feci girare, come se avessimo tre anni, fino a che non cascammo a
terra ridendo e sporcandoci i pantaloni. Io aprii la bocca e buttai la testa
indietro, tentando di mangiare qualche fiocco; mamma invece si limitò ad osservarli
scendere sul suo naso, estasiata.
La sera di
Natale eravamo tutti attorno alla tavola imbandita, con i vestitini rossi e
dorati ed i sorrisi sui volti.
Era un
momento triste ed allo stesso tempo felice: triste perché mi ricordava che papà
non c’era più, felice perché in ogni caso era Natale, e lui avrebbe voluto che
fosse così.
Dopo aver
detto la preghiera, stavamo per mangiare, quando qualcuno suonò al campanello.
Siccome mia madre era in cucina, m’alzai io. Chiesi chi è.
“Sono io”
disse una voce familiare.
Sconvolta,
tolsi il chiavistello ed aprii la porta.
Di fronte a
me, un uomo sulla cinquantina pieno di cicatrici s’ergeva in tutta la sua
statura, le zampe di gallina scavate accanto agli occhi, un sorriso dolce, gli
occhi ridenti che brillavano d’emozione.
Il
corrispondente di guerra, l’uomo coraggioso, il fedele marito, il padre
migliore del mondo. Era tornato a casa.
Senza dire
nulla, con le lacrime agli occhi, lo abbracciai, mentre silenziosamente rendevo
grazie a Babbo Natale e Gesù Bambino per il regalo inaspettato.
Un Bacione, e grazie ancora per tutto. ;*
Dove sono?
Trento, Italia
sabato 10 novembre 2012
Sfida: FUGA
Buonasera signori e signore!!!
Grazie a tutti per essere arrivati al
1300!!!
Circa un mesetto fa mi era arrivata una parolina da un'anonimo/a... FUGA. Grazie mille! Se ti va, dimmi il tuo nome, non ho problemi a pubblicarlo... ^_^
E allora due NOVITÀ': per la prima volta ho deciso di scrivere a due mani con la mia cara amica Elena (che saluto, ovviamente: bacioniii!!! :*) Comunque è l'ultima volta mi sa: certe litigate... :)
Le frasi in verde sono di Elena, quelle rosa mie... Solo per farvi capire lo stile di scrittura, e per mostrare che mi sono impegnata! :D
Seconda novità: per invogliarvi a vedere la Nostra pagina Facebook, lo pubblicherò lì! ^-^
Vi aspetto numerosi!!! (La pagina è pubblica: dovreste riuscire a vederla tutti, anche se non avete Facebook) :
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