Ciao a tutti lettori!
Chiedo scusa per l'assenza, ma l'università mi prosciuga le energie e le idee!
Sono qui solo per un veloce motivo: spero che questo messaggio vi arrivi nella bacheca/sulla mail, perché il blog ha cambiato domino!
Si, avete capito bene: non è più Crazy Girl's Faity Tales, con URL http://scimmiettaivy.blogspot.it/, bensì Compagna Di Viaggio, URL http://compagnadiviaggio.blogspot.it/
I PRO sono che 1. è un nome più adulto, 2. la grafica si è riammodernizzata, 3. i contenuti sono gli stessi.
I CONTRO purtroppo sono che ho perso tutti i lettori fissi, le visualizzazioni, i follower and so on. ERGO
SE VOLETE CONTINUARE A SEGUIRMI, VI PREGO, ANDATE SUL NUOVO URL ED ISCRIVETEVI COME LETTORI FISSI/CON LA PROPRIA MAIL!
Anche perché se digitate http://scimmiettaivy.blogspot.it/ venite subito reindirizzati al nuovo blog, quindi non vedrete più la vecchia grafica!
Grazie di cuore a tutti. Spero vogliate ripartire con me per questo splendido viaggio!
Baci,
Ivy
. . . All you life, you were only waiting for this moment to be Free . . . * Nulla enim culpa est in somnis.
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martedì 22 novembre 2016
lunedì 29 agosto 2016
Gea Mea, l'amore per la propria Terra
Ciao a tutti!
Dopo un attimo di pace, tornata a casa, mi prendo un momento per scrivervi.
Sono stata, come avete letto nello scorso post, in Puglia per una vacanza... particolare: mi trovavo infatti in provincia di Brindisi, per la premiazione dell'ultimo concorso letterario al quale ho avuto il piacere di partecipare.
Ed ecco che, presso Ceglie Messàpica, ho ricevuto l'attestato per il terzo posto del concorso MittAffett allo scrittore - Gea Mea, con il testo Profumo di mare, decretato dal Presidente di Giuria Paolo Giordano! (Vincitore del Premio Strega con La solitudine dei numeri primi, ma io vi consiglio di leggere anche Il corpo umano ed il capolavoro Il nero e l'argento) Oltre 300 partecipanti, wao!
Purtroppo - o per fortuna, non so - non posso condividere con voi il testo vincitore, in quanto è stato antologizzato. Tuttavia vi posso dire che parla di una donna e dell'amore per la sua terra, in particolare Chianalea, in provincia di Reggio Di Calabria.
Non mi resta che postare qualche foto per voi, ringraziare nuovamente Paolo Giordano per aver giudicato il mio testo degno di premio, e... ringraziare per il sostegno Maria Rosaria Pelusio e Federico Verdi, che a quanto pare conoscono meglio di me il mio amore per il Sud, e sono più bravi di Paolo Giordano nel giudicare il mio talento.
Qui trovate il link alla pagina Facebook dell'Associazione MittAffett, promotrice del concorso, e le foto della serata, alcune delle quali sono anche qui.
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| Con l'Assessore Antonello Laveneziana e l'attestato |
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| Con Paolo Giordano e gli altri finalisti del concorso |
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| L'attestato del concorso |
venerdì 1 maggio 2015
AUGURI FARY TALES x3
Ragazzuoli, anche quest'anno ci siamo!
AUGURI FAIRY TALESSSSSS!!!
Siamo arrivati assieme a tre spettacolari anni... Grazie di cuore per tutto!
Ho ricominciato la mia avventura col Trento Film Festival, ma non per questo non giungerà un post al più presto, promesso!
Un po' di numeri, come al solito:
- 12793 visualizzazioni finora (h. 22.15): oh cielo, quasi il doppio dell'anno scorso!
- 114: i post di questi 3 anni
- 20: i post dall'ultimo conteggio (troppo pochi, argh! Migliorerò)
- 15: i meravigliosi lettori fissi che mi hanno donato la propria fiducia (esclusi i miei due account)
- 1: la pagina Facebook (basta ed avanza ahahha)
- TROPPI: gli impegni che prendo!
- 161: i commenti pubblicati
-
GRAZIEEEE!
- a breve: newsss
A PRESTO!
Ivy
Tag:
Auguri,
Bacio,
Numeri,
Ringraziamenti
Dove sono?
Trento, Italia
domenica 11 gennaio 2015
Je suis Charlie
Cari lettori,
Credo (e spero) che sia quasi offensivo chiedervi se conoscete la vicenda definita dai Mass Media "i tre giorni di terrore di Parigi". Due terroristi, addestrati nello Yemen, con un terzo complice a coprir loro le spalle in un paesello vicino, hanno fatto una strage - ben 12 morti - nella redazione del settimanale di vignette satiriche Charlie Hebdo. Si sono proclamati "vendicatori del Profeta", in quanto Charie Hebdo ha pubblicato vignette contro Maometto.
Credo (e spero) che sia quasi offensivo chiedervi se conoscete la vicenda definita dai Mass Media "i tre giorni di terrore di Parigi". Due terroristi, addestrati nello Yemen, con un terzo complice a coprir loro le spalle in un paesello vicino, hanno fatto una strage - ben 12 morti - nella redazione del settimanale di vignette satiriche Charlie Hebdo. Si sono proclamati "vendicatori del Profeta", in quanto Charie Hebdo ha pubblicato vignette contro Maometto.
I tre ora sono stati uccisi. Come le 12 persone uccise nella redazione, i 4 clienti uccisi in un supermercato ebraico, la poliziotta.
Ora.
Conoscete la mia fede. E sapete che mi schiero contro chiunque bestemmi o insulti la mia religione, e volendo anche quella altrui.
Ora.
Conoscete la mia fede. E sapete che mi schiero contro chiunque bestemmi o insulti la mia religione, e volendo anche quella altrui.
E Charlie Hebdo ha pesantemente ironizzato su tutte le religioni, cristiana compresa - se non al primo posto.
Lo condannerei senza precedenti. Lui e la sua redazione. Scriverei una di quelle lettere eterne su come io non insulti il loro credo, e dunque loro dovrebbero lasciare in pace il mio. Su come danno un pessimo esempio ai loro figli ed ai loro nipoti, su come sia contraddittorio il loro senso di libertà con le offese che arrecano.
Però.
Però a volte si sceglie il male minore. A volte ci si schiera col proprio nemico per affrontare quello comune. E questo è uno di quei casi.
Anche io, in quanto proprietaria di un blog che esprime la propria opinione liberamente e senza censure, urlo Je Suis Charlie.
Perché non è possibile nel 2015 che 17 persone, 17 civili, 17 innocenti, dei quali più di metà non sapeva nemmeno il motivo di tutto ciò, escano di casa, magari semplicemente borbottando un "ciao" frettoloso, se non incazzato, ai propri cari, e vadano a lavoro, o ancora più innocentemente a fare la spesa - perché il giorno dopo è festa, non si può - e non tornino più a casa perché tre menti malate, guidate da menti altrettanto - se non di più - malate, che finanziano missioni suicide in nome di ... qualcuno, per far tornare il mondo ad uno stato di medioevo perenne, hanno deciso di farli fuori!
Io mi discosto dalle idee di Charlie Hebdo. Ma come i redattori di Charlie, voglio poter dire la mia senza rischiare di dover salutare la mia famiglia ogni giorno come se fosse l'ultimo, e voglio girare per le strade senza guardarmi attorno in modo furtivo, e voglio poter pregare Dio senza pensare che qualcuno potrebbe irritarsi, e voglio accendere il televisore e non vedere turbanti che minacciano la mia Italia!
Perché ora c'è Charlie Hebdo. Ma ci sono state le Torri Gemelle. C'è la Siria, c'è tutto il Medio Oriente.
E domani, cosa ci sarà? Cosa colpiranno?
Molto semplice. Puntano al Vaticano. In un certo senso, casa mia
E il problema è che le manifestazioni silenziose, i messaggi di sostegno, i "Je suis Charlie" su ogni muro, su ogni giornale, su ogni fiocco nero, i minuti di silenzio... Non. Servono. A. Niente.
Siamo incapaci, ma non "inetti", proprio "impossibilitati". Viviamo come se non succederà nulla, pur sapendo che da oggi a domani potrebbe scoppiare una guerra, e tutto ciò che abbiamo potrebbe saltare in aria, e non si sa nemmeno il perché.
Infine. Prima o poi moriremo tutti, giusto? Facciamolo con dignità.
Oggi "Je suis Charlie". Dal 14 gennaio, quando ricominceranno ad offendermi, no.
Diamo libertà di parola a tutti... Ma che tutti soppesino ciò che dicono.
La vostra indignatissima,
Ivy
PS: Ho notato che abbiamo raggiunto uno stupendo " 11.111". Grazie dal profondo del mio (un po' crepato) cuore.
mercoledì 31 dicembre 2014
Bilancio 2014
Buonasera carissimi lettori,
come va quest'oggi? Spero stiate tutti bene.
La sottoscritta tende alla noia: chi mi conosce bene sa che sono la stacanovista per eccellenza, e le vacanze mi deprimono. Inoltre, mi sono buscata anche l'influenza. Dunque quale momento migliore per scrivervi?
Ammetto la mia negligenza... L'ultimo post risale a più di un mese fa, wao. Quest'anno v'ho trascurati eh? Tant'è che sono state sollevate provocazioni: perché non lo chiudi?
Ebbene, non si può chiudere il proprio cuore.
Per farvela breve, la scrittura è angoscia. Sofferenza, dolore, ansia. Ed io ora come ora solo felice, perciò non ho ansie da buttare su carta - virtuale e non! - dunque per quale motivo dovrei scrivere?
Ma poi ho pensato. Chi fa i testi? Io. Chi dunque crea la storia? Sempre io.
E se scrivessi qualcosa di felice per una volta non sarebbe gradito?
Forse.
Dunque rieccomi da voi!
Allora. Dal 29 novembre ad oggi ci sono state un po' di feste. Dunque buona festa dell'Immacolata, buona Vigilia, buon Natale e buon Santo Stefano!
Avete apprezzato le strade intasate di gente coi pacchetti? I canti natalizi in ogni dove? Le luci di casa in casa? I Babbi Natale finti? L'odore di Vin Brulé? Dove ci sono stati, i mercatini? La gioia in ogni dove?
Io no.
Quindi auguri! Non mi dilungherò sull'argomento, perché credo che un comico di Zelig sia più bravo di me.
Come siete messi con lo stomaco? Io credo di averlo perso il 27 dicembre (già, ho mangiato di più dopo Natale che il giorno stesso).
Parenti da chiamare? Tavole da sparecchiare? Regali da riciclare? A me è andata bene.
Bando alle ciance! Prossima festa... Capodanno. Ops! Oggi è il 31. Dovrei svegliarmi prima.
Quindi... Bilancio di fine anno!
Quest'anno ve tocca sorbirvelo. Ehhh già.
Non perché sia stato un anno da schifo... Anzi al contrario. In mezzo a tanto pessimismo, ve lo dico, voglio elogiare il 2014. Perché avrà portato un sacco di dolori e dispiaceri, ma è dalla ... "cacca" che nascono i fiori!
Dunque. E' stato un anno di amicizia, tantissima. Vorrei costruire delle statue alle mie ragazze, che ci sono sempre state anche nei momenti peggiori... E che hanno trasformato giornate normali in giornate stupende.
Per farvi ridere... A gennaio di quest'anno abbiamo realizzato un video per presentare una commedia latina. Io ho fatto la... ahem... cortigiana, con dei tacchi 12 leopardati comprati per l'occasione! (vedi foto) Anche se è andata peggio alla mia amica, che per interpretare al meglio una giovane madre ha finto di partorire il suo gatto, con la complicità di un padre d'eccezione (mio fratello). Un caos infernale, che ha avuto il culmine con la faccia scandalizzata del professore. Non ho ancora osato chiedere il voto.
Oppure... Beh, per il due giugno abbiamo fatto una gita, "scalando" un monte. Fa ridere il fatto che la sfaticata dovevo essere io, pff!, sono arrivata in cima ballando le canzoni di Christina Aguilera. Tuttavia ho persino apprezzato la montagna... (E credetemi, se lo dico io...!) Ringrazio sempre la compagnia migliore, che fa elogiare persino erba e freddo e caprette che fanno ciao.
E' stato un anno di premi, il premio "Fiaba di Natale" di Centa S. Nicolò e quello "Dreams" di Vivimondo srl. Tante emozioni, tante parole. Tanti Grazie.
E' stato un anno di tirocini, grazie al Trento Film Festival e al Centro Servizi Culturali S. Chiara, che mi hanno permesso non solo di apprezzare un lavoro che già adoravo, il mestiere di giornalista, ma di approfondire meglio anche il "dietro le quinte" degli uffici stampa, nonché di conoscere persone stupende, alle quali sono ancora legata.
E' stato un anno di Fede. Sono entrata in contatto per il secondo anno consecutivo con l'universo delle catechiste ed ho conosciuto giovani e (non più) giovani con una fede simile alla mia, e bambini... ahem, ragazzi che stanno costruendo la propria. Per di più ho fatto un passo importante, la Cresima, e mi sento totalmente parte di questa grande famiglia. Senza dimenticare il Grest, occasione stupenda per tornare bimbi fra i bimbi.
E' stato un anno di pioggia - parecchia devo dire, però dopo la pioggia viene l'arcobaleno. Infatti ricordo anche tanti sorrisi, occhioni spalancati e risate a crepapelle, perché è stato anche un anno di tante sorprese, molto belle, che hanno portato gioia in molti cuori. O almeno, così mi piace credere.
E' stato un anno che ho dedicato all'arte, sotto ogni sua forma. In particolare ho provato a scoprire i luoghi più reconditi della mia città, ed ogni qualvolta ho avuto modo di andare in una città nuova l'ho guardata con occhi diversi, cercando non solo l'attrazione che tutti amano, sed etiam il monumento dimenticato dal mondo. Invito a farlo tutti quanti... Si scoprono un sacco di cose girando l'angolo.
E' stato un anno di feste. Mai festeggiato tanto in vita mia! E si, ho fatto male a non farlo prima. Ho imparato che essere la signorina Rottelmeier non sempre è la cosa migliore, e che la musica è la più grande droga che ci sia. Vi auguro di non incontrarmi mai sulle note di David Guetta, potreste rimanere sconvolti a vita!
E' stato un anno, ebbene si, anche di studio e di scuola. Come vi ho scritto nel post precedente, l'ho presa più alla leggera, mi ha dato più soddisfazioni, m'ha persino donato il sorriso. La cultura premia, è il caso di dirlo.
E' stato un anno di coraggio. Mi lodo e mi sbrodo, perché devo dire che ho avuto parecchio coraggio, e non so nemmeno da dove l'ho preso. Ho provato a conoscere gente nuova, a perdonare, a dare acqua agli ubriachi e sostegno ai "feriti", perché le ferite interne sono peggiori di quelle esterne. A volte ho usato male il coraggio, dicendo ciò che pensavo senza esattamente pensarci prima, e ferendo persone che volevo guarire. Almeno posso dire di essere stata sempre sincera, e almeno in questo non ho rimpianti o rimorsi. E ho trovato una persona Speciale. Grazie.
Ho abbracciato un sacco di persone, e sorriso anche quando stavo male, poiché "dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo" (cit. Gandhi), e voglio più abbracci e meno lacrime. "E se anche i baci si potessero mangiare/ ci sarebbe un po' più amore e meno fame" (cit. Modà), nell'attesa ci sono i Baci Perugina, che soddisfano entrambe le richieste.
E' stato un anno di famiglia, ogni tanto difficile da capire - sono pur sempre adolescente diamine! - ma che alla fine si conclude sempre con un abbraccio. Vi voglio bene.
E' stato un anno di canzoni, di scritte colorate, di cuori sui quaderni, di amore e rose e fiori. Di libri e di film, soprattutto film - e di lacrime di gioia e di dolore. E di figuracce al cinema, perché non riesco proprio a non commentare in sala. E ... un bel po' di scuse. Ops!
E' stato un anno purtroppo di tante visite, e per fortuna di tanti risultati negativi. La salute prima di tutto.
E' stato un anno di desideri avverati, di "ma che davvero?" - per citare Cosmopolitan, ed ahimé anche l'ultimo da bimba, a livello legale. Tranquilli, è comunque impossibile eliminare la bambina che è in me!
Ho imparato tanto.
E ho dato e ricevuto tanta fiducia, per una volta ben riposta.
Dunque ora posso anche fare una considerazione finale: grazie 2014, perché ti aspettavo come un anno di merda, e sei stato un anno meraviglioso.
Ti concluderai malissimo, visto che non posso uscire, ma non tutto il male vien per nuocere, visto che sono riuscita a scrivere un post. Finalmente.
Ora attendo il 2015 carica di allegria. Non possono che migliorare le cose, no?
Buon anno miei cari lettori, e altri 365 di questi giorni. (Un anno per volta, su!)
La vostra (quasi) fedele Ivy
PS: Al solito, mi sono rifiutata di rileggerlo. Se ci sono errori segnalatemeli, sono troppo pigra quest'oggi. Se vi fa schifo, scrivetemelo. Se vi piace, scrivetemelo comunque. Insomma, COMMENTATE!
PS 2: Devo un maxi GRAZIE ad un angelo che veglia si di me e, sono sicura, ha gran parte del merito di questo splendido anno... Ciao Nonna.
come va quest'oggi? Spero stiate tutti bene.
La sottoscritta tende alla noia: chi mi conosce bene sa che sono la stacanovista per eccellenza, e le vacanze mi deprimono. Inoltre, mi sono buscata anche l'influenza. Dunque quale momento migliore per scrivervi?
Ammetto la mia negligenza... L'ultimo post risale a più di un mese fa, wao. Quest'anno v'ho trascurati eh? Tant'è che sono state sollevate provocazioni: perché non lo chiudi?
Ebbene, non si può chiudere il proprio cuore.
Per farvela breve, la scrittura è angoscia. Sofferenza, dolore, ansia. Ed io ora come ora solo felice, perciò non ho ansie da buttare su carta - virtuale e non! - dunque per quale motivo dovrei scrivere?
Ma poi ho pensato. Chi fa i testi? Io. Chi dunque crea la storia? Sempre io.
E se scrivessi qualcosa di felice per una volta non sarebbe gradito?
Forse.
Dunque rieccomi da voi!
Allora. Dal 29 novembre ad oggi ci sono state un po' di feste. Dunque buona festa dell'Immacolata, buona Vigilia, buon Natale e buon Santo Stefano!
Avete apprezzato le strade intasate di gente coi pacchetti? I canti natalizi in ogni dove? Le luci di casa in casa? I Babbi Natale finti? L'odore di Vin Brulé? Dove ci sono stati, i mercatini? La gioia in ogni dove?
Io no.
Quindi auguri! Non mi dilungherò sull'argomento, perché credo che un comico di Zelig sia più bravo di me.
Come siete messi con lo stomaco? Io credo di averlo perso il 27 dicembre (già, ho mangiato di più dopo Natale che il giorno stesso).
Parenti da chiamare? Tavole da sparecchiare? Regali da riciclare? A me è andata bene.
Bando alle ciance! Prossima festa... Capodanno. Ops! Oggi è il 31. Dovrei svegliarmi prima.
Quindi... Bilancio di fine anno!
Quest'anno ve tocca sorbirvelo. Ehhh già.
Non perché sia stato un anno da schifo... Anzi al contrario. In mezzo a tanto pessimismo, ve lo dico, voglio elogiare il 2014. Perché avrà portato un sacco di dolori e dispiaceri, ma è dalla ... "cacca" che nascono i fiori!
Dunque. E' stato un anno di amicizia, tantissima. Vorrei costruire delle statue alle mie ragazze, che ci sono sempre state anche nei momenti peggiori... E che hanno trasformato giornate normali in giornate stupende.
Per farvi ridere... A gennaio di quest'anno abbiamo realizzato un video per presentare una commedia latina. Io ho fatto la... ahem... cortigiana, con dei tacchi 12 leopardati comprati per l'occasione! (vedi foto) Anche se è andata peggio alla mia amica, che per interpretare al meglio una giovane madre ha finto di partorire il suo gatto, con la complicità di un padre d'eccezione (mio fratello). Un caos infernale, che ha avuto il culmine con la faccia scandalizzata del professore. Non ho ancora osato chiedere il voto.Oppure... Beh, per il due giugno abbiamo fatto una gita, "scalando" un monte. Fa ridere il fatto che la sfaticata dovevo essere io, pff!, sono arrivata in cima ballando le canzoni di Christina Aguilera. Tuttavia ho persino apprezzato la montagna... (E credetemi, se lo dico io...!) Ringrazio sempre la compagnia migliore, che fa elogiare persino erba e freddo e caprette che fanno ciao.
E' stato un anno di premi, il premio "Fiaba di Natale" di Centa S. Nicolò e quello "Dreams" di Vivimondo srl. Tante emozioni, tante parole. Tanti Grazie.
E' stato un anno di tirocini, grazie al Trento Film Festival e al Centro Servizi Culturali S. Chiara, che mi hanno permesso non solo di apprezzare un lavoro che già adoravo, il mestiere di giornalista, ma di approfondire meglio anche il "dietro le quinte" degli uffici stampa, nonché di conoscere persone stupende, alle quali sono ancora legata.
E' stato un anno di Fede. Sono entrata in contatto per il secondo anno consecutivo con l'universo delle catechiste ed ho conosciuto giovani e (non più) giovani con una fede simile alla mia, e bambini... ahem, ragazzi che stanno costruendo la propria. Per di più ho fatto un passo importante, la Cresima, e mi sento totalmente parte di questa grande famiglia. Senza dimenticare il Grest, occasione stupenda per tornare bimbi fra i bimbi.
E' stato un anno di pioggia - parecchia devo dire, però dopo la pioggia viene l'arcobaleno. Infatti ricordo anche tanti sorrisi, occhioni spalancati e risate a crepapelle, perché è stato anche un anno di tante sorprese, molto belle, che hanno portato gioia in molti cuori. O almeno, così mi piace credere.
E' stato un anno che ho dedicato all'arte, sotto ogni sua forma. In particolare ho provato a scoprire i luoghi più reconditi della mia città, ed ogni qualvolta ho avuto modo di andare in una città nuova l'ho guardata con occhi diversi, cercando non solo l'attrazione che tutti amano, sed etiam il monumento dimenticato dal mondo. Invito a farlo tutti quanti... Si scoprono un sacco di cose girando l'angolo.
E' stato un anno di feste. Mai festeggiato tanto in vita mia! E si, ho fatto male a non farlo prima. Ho imparato che essere la signorina Rottelmeier non sempre è la cosa migliore, e che la musica è la più grande droga che ci sia. Vi auguro di non incontrarmi mai sulle note di David Guetta, potreste rimanere sconvolti a vita!
E' stato un anno, ebbene si, anche di studio e di scuola. Come vi ho scritto nel post precedente, l'ho presa più alla leggera, mi ha dato più soddisfazioni, m'ha persino donato il sorriso. La cultura premia, è il caso di dirlo.
E' stato un anno di coraggio. Mi lodo e mi sbrodo, perché devo dire che ho avuto parecchio coraggio, e non so nemmeno da dove l'ho preso. Ho provato a conoscere gente nuova, a perdonare, a dare acqua agli ubriachi e sostegno ai "feriti", perché le ferite interne sono peggiori di quelle esterne. A volte ho usato male il coraggio, dicendo ciò che pensavo senza esattamente pensarci prima, e ferendo persone che volevo guarire. Almeno posso dire di essere stata sempre sincera, e almeno in questo non ho rimpianti o rimorsi. E ho trovato una persona Speciale. Grazie.
Ho abbracciato un sacco di persone, e sorriso anche quando stavo male, poiché "dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo" (cit. Gandhi), e voglio più abbracci e meno lacrime. "E se anche i baci si potessero mangiare/ ci sarebbe un po' più amore e meno fame" (cit. Modà), nell'attesa ci sono i Baci Perugina, che soddisfano entrambe le richieste.
E' stato un anno di famiglia, ogni tanto difficile da capire - sono pur sempre adolescente diamine! - ma che alla fine si conclude sempre con un abbraccio. Vi voglio bene.
E' stato un anno di canzoni, di scritte colorate, di cuori sui quaderni, di amore e rose e fiori. Di libri e di film, soprattutto film - e di lacrime di gioia e di dolore. E di figuracce al cinema, perché non riesco proprio a non commentare in sala. E ... un bel po' di scuse. Ops!
E' stato un anno purtroppo di tante visite, e per fortuna di tanti risultati negativi. La salute prima di tutto.
E' stato un anno di desideri avverati, di "ma che davvero?" - per citare Cosmopolitan, ed ahimé anche l'ultimo da bimba, a livello legale. Tranquilli, è comunque impossibile eliminare la bambina che è in me!
Ho imparato tanto.
E ho dato e ricevuto tanta fiducia, per una volta ben riposta.
Dunque ora posso anche fare una considerazione finale: grazie 2014, perché ti aspettavo come un anno di merda, e sei stato un anno meraviglioso.
Ti concluderai malissimo, visto che non posso uscire, ma non tutto il male vien per nuocere, visto che sono riuscita a scrivere un post. Finalmente.Ora attendo il 2015 carica di allegria. Non possono che migliorare le cose, no?
Buon anno miei cari lettori, e altri 365 di questi giorni. (Un anno per volta, su!)
La vostra (quasi) fedele Ivy
PS: Al solito, mi sono rifiutata di rileggerlo. Se ci sono errori segnalatemeli, sono troppo pigra quest'oggi. Se vi fa schifo, scrivetemelo. Se vi piace, scrivetemelo comunque. Insomma, COMMENTATE!
PS 2: Devo un maxi GRAZIE ad un angelo che veglia si di me e, sono sicura, ha gran parte del merito di questo splendido anno... Ciao Nonna.
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Scuola,
Scuse,
Sogni,
Sorriso
Dove sono?
Trento, Italia
sabato 29 novembre 2014
Desiderare, volere, ottenere
Signori, Signore,
la vostra Ivy si fa di nuovo viva!
Sono mancata per più di un mese, ne sono consapevole... Ogni giorno mi dicevo "Apri quel blog!", ma come capirete dal mio post ero troppo impegnata a fregarmene del mondo. D'ora in poi, sebbene sembri l'ennesima promessa da marinaio, proverò ad essere più presente.
Allora, NOTIZIONA: ho vinto l'ennesimo premio. (Anche questo perché me ne stavo fregando)
Ho fatto uno splendido viaggio con la mia Famiglia fino a Treviso, per prendere l'attestato di vincita della prima edizione del concorso Beautiful Mind - Dreams! E con esso, rullo di tamburi... La prima vincita in denaro! Spero che sia un punto di partenza per riuscire a fare di questa magnifica attività la mia ragione di vita, anche materialmente.
Vorrei postarvi anche il testo, ma accettando la partecipazione al concorso ho ceduto tutti i miei diritti d'autore. Mi spiace! Se ci sarà un modo per farvelo leggere, ve lo comunicherò.
Intanto accettate una piccola foto ed il post odierno.
Have a good life!
Ivy
la vostra Ivy si fa di nuovo viva!
![]() |
| Tendente al vanto - per una volta - con l'ometto della mia vita |
Allora, NOTIZIONA: ho vinto l'ennesimo premio. (Anche questo perché me ne stavo fregando)
Ho fatto uno splendido viaggio con la mia Famiglia fino a Treviso, per prendere l'attestato di vincita della prima edizione del concorso Beautiful Mind - Dreams! E con esso, rullo di tamburi... La prima vincita in denaro! Spero che sia un punto di partenza per riuscire a fare di questa magnifica attività la mia ragione di vita, anche materialmente.
Vorrei postarvi anche il testo, ma accettando la partecipazione al concorso ho ceduto tutti i miei diritti d'autore. Mi spiace! Se ci sarà un modo per farvelo leggere, ve lo comunicherò.
Intanto accettate una piccola foto ed il post odierno.
Have a good life!
Ivy
Le cose accadono quando smetti di volerle.
Ci vuole un po’ per capirlo, ma una volta capito diviene il
mantra fondamentale della vita di una persona.
Come quando perdi una cosa alla quale tenevi tantissimo - e
non parlo della canzone Let Her Go, seppur
starebbe bene come esempio paradigmatico.
Ma più di quando perdi, non so, un
anello: piangi, ti disperi, imprechi contro il mondo intero, sei nervosa, ti
guardi attorno febbrilmente convinta che HA!, sarà proprio nell’angolino che non
hai preso in considerazione, quello stesso angolino nel quale non arriva
nemmeno il piumino Swiffer. E dopo tre mesi passi alla rassegnazione più
totale, ogni tanto lo citi come i nonnetti quando parlano della guerra, “Ti
ricordi quel bell'anello, si, si, quello dorato, con le striature argentate…
Com’era bello!”, e PUFF!. L’anello ricompare. E la tua gioia è tale che dici a
tutti quanti “Hei, ho ritrovato il mio anello, quello perduto! Brindiamo
assieme!”. (I più freschi di catechismo leggeranno tra le righe la parabola
della pecora smarrita: beh, il povero Luca trascrivendo le parole di Gesù ci
aveva azzeccato, l’uomo fa davvero così quando ritrova qualcosa.)
O per citare un altro caso, quando a scuola c’è una verifica
importante. Diamine, se è di matematica, e la matematica ti piace, passi tutto il
pomeriggio a far esercizi! Peccato che quella verifica, per la legge della
non-volontà, ti andrà da schifo. Al contrario, se il giorno prima hai fatto
baldoria e hai svolto sì e no un esercizio, e per di più hai deciso che non te
ne frega un cappero salato della matematica, come per magia la τΰχη
– pardon, la sorte – ti farà avere un 9 da incorniciare.
Oppure quel maglioncino rosso, quello che volevi per la
festa di Capodanno! Quello che hai cercato in lungo ed in largo, perché sai che
quest’anno il rosso non andava di moda, però a Capodanno ci starebbe divinamente!
Peccato che tu li abbia trovati solo con renne, nonnetti con barba e cappello o pupazzi
di neve simili a Olaf di Frozen. Finalmente, quando hai trovato un maglioncino
semplice, stupendo, costa un po’ troppo ma chi se ne frega, finalmente lo hai
trovato!, lo compri, e… Il giorno della festa fai l’ultimo giretto dell’anno
per negozi, scopri una piccola boutique che non avevi notato, e ha ben cinque
versioni del maglioncino che tanto desideravi. Che per di più costano tutte meno del tuo
straccetto.
Vogliamo aggiungere la beffa? Aggiungiamola.
Perché in tutti i miei esempi ho sempre raccontato gli
antefatti ed i fatti. Ma ciò che succede dopo?
Eh si, perché una volta che hai ritrovato il tuo anello, lo
vorrai sfoggiare. Una volta che hai preso 9, vorrai prenderlo anche la volta
successiva. Una volta che hai comprato il tuo maglioncino rosso, vorrai che
tutte le tue amiche lo notino e lo apprezzino.
Lo faranno? Lo noteranno? Lo avrai?
No.
Perché?
Perché lo desideri. Ragazzi
miei, è questa la fregatura della vita: che se è vero che bisogna tenere alle
cose per ottenerle, è anche vero che più te ne freghi, meglio escono.
Perché se inizi a tenere ad una cosa diventi un mostro.
Geloso, possessivo, pretenzioso, fuori di senno. La Pazzia dell’Orlando Furioso
impersonificata.
Il vero male del mondo è il voler sempre di più (Tutti cercando il van, cfr. OF XII 12,
per citare di nuovo l’Ariosto).
Ancora nessuno mi ha interrotta?!? Che strano! Non avete
imparato a conoscermi?
Si, mi sto contraddicendo alla grande. Ho sempre detto che
nella vita se non si punta in alto non si è nessuno, che l’importante è sempre
essere i migliori, che basta crederci e le belle cose arrivano.
Eppure io stessa ho notato che appena desidero una cosa
questa scompare.
Potrei modificare il proverbio in “nella vita, come in amor,
vince chi fugge”.
Eppure. Eppure.
Come si fugge da ciò che più si brama? È così semplice?
E così come mi sono contraddetta, per assurdo mi
ri-contraddico.
Non si può non desiderare la vita. Non si può non comprare
il maglioncino rosso perché ce ne sarà uno migliore in un altro negozietto. Non si può non
cercare l’anello, solo perché sarà di certo nel luogo dove non guarderò. Non si può non
studiare, perché non studiando prenderò 9.
La vita sarà una fregatura, ma se non si colgono i fiori
quando sono colorati, se non si sale sul treno quando è fermo, se non si fa il
bagno quando si ha a disposizione il mare, la vita solo rimane tale.
Invece dobbiamo lottare coi pugni e coi denti contro noi
stessi, e far uscire sempre un sorriso sulle nostre labbra. Dire “Eh, vabbè, c’est
la vie” quando succede qualcosa di brutto, perché dietro l’angolo c’è qualcosa
che ci aspetta. Quando meno ce lo aspettiamo.
Questa pappardella a cosa è servita? Spero a qualcosa.
Non desiderate le cose. Prendetevele. Con leggerezza.
PS: 10MILA VISUALIZZAZIONI?!? GRAZIE GRAZIE GRAZIE DI CUOREEE <3
PS: 10MILA VISUALIZZAZIONI?!? GRAZIE GRAZIE GRAZIE DI CUOREEE <3
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Trento, Italia
martedì 23 settembre 2014
Buio
Silenzio assordante.
Non si vede nulla.
Avanza, un passo, poi un altro. Apre gli occhi, li chiude.
Stessa cosa.
Ignoto e mistero s'intrecciano mentre continua ad avanzare. Il timore dell'oblio racchiuso nel suo petto che s'alza e scende, come se avesse finito di correre da poco. Invece cammina, non fa altro da... Quanto? Non saprebbe dirlo con esattezza. Da un po' suppone.
Si limita a camminare, a lottare contro il freddo che le ha rubato le mani e contro il caldo che s'è impossessato della sua gote, contro quel corpo che non è più suo.
Ma la mente? Dov'è finita? Sono metri che non la sente. O ha percorso solo qualche centimetro?
Non lo sa, non lo sa, non sa più nemmeno chi è. Si aggira fendendo l'aria, sempre che sulla Terra si trovi, non sente più i suoi pensieri, odori, sapori, non sente nulla.
Ed è peggio del sentire urla di dolore, peggio della carne che si lacera.
Si ferma. Crede di sentire il respiro che si condensa in nuvolette, difficile dirlo senza poter vedere nulla.
Si trova all'aperto? In una stanza?
Ricorda molto la selva oscura dantesca. Lo struggimento che prova è il medesimo. La paura cieca, e non solo in modo figurato. Virgilio? Beatrice? Una guida?
Facendosi coraggio ripete i versi: Ed una lupa, che di tutte brame / sembiava carca ne la sua magrezza, /e molte genti fé già viver grame,
questa mi porse tanto di gravezza / con la paura ch’uscia di sua vista, / ch’io perdei la speranza de l’altezza. (Inf. I, 49-54) Forse si stava avviando verso il monte della salvezza - salvezza da cosa? Dalla sua vita, dai fallimenti, dalla felicità terrena? Stava andando a cercare una vita migliore, o stava per percorrere la via della perdizione, destino di infelicità eterna?
Il cuore, sente il cuore battere, le batte nelle orecchie, nel collo, il battito si propaga dentro il suo corpo, o forse esce fuori non lo sa, non sa.
Una luce! Vede una luce, corre verso essa. Però è così piccola, e si allontana sempre di più...
Un'allucinazione?
Si ferma, basta.
Flette le ginocchia, si getta a terra. Solo ora prova a respirare, a togliere la morsa che stringe le sue membra tirate allo spasmo; affonda le dita nel terreno. Sembra umido, simile a terriccio... S'insinua sotto le unghie come fanghiglia, sostituendo la paura, lasciando posto a... Rassegnazione? Sì, crede sia quella.
Si lascia cascare mollemente. E se fosse un bosco? No, non ha incontrato alberi, e non c'è odore di natura, no, è tutto così asettico... Fa freddo, caldo? C'è un'uscita? Perché? Cos'ha fatto di male?
Questa è la fine?
Apre gli occhi. È nello stesso posto, solo che stavolta la luce c'è davvero, o almeno così crede.
Si alza, prima con fatica, poi quasi inciampando sulle sue stesse gambe, corre verso quel punto bianco che diventa sempre più grande, si espande, non vede nulla, accecante salvezza...
- Francesco, scegli la tua via. O Laura, o Dio. -
Buonasera miei cari lettori.
Vedendo le meravigliose +9000 visualizzazioni, non posso che ringraziarvi di cuore e regalarvi un testo!
Sinceramente mi sono imposta uno stop obbligatorio fino a quando non avessi finito un testo... Che alla fine ho mollato!
In questi due mesi comunque ho lavorato presso lo stupendo Centro Servizi Culturali Santa Chiara, e successivamente è iniziata la scuola e... un compito tira l'altro! Quindi non sono stata proprio tutto il tempo sul divano ;)
Perciò ribadisco le parole auree: SCUSATE e GRAZIE. Di cuore!
Bacioni,
La vostra Ivy
PS: avete indovinato chi è il soggetto?
Non si vede nulla.
Avanza, un passo, poi un altro. Apre gli occhi, li chiude.
Stessa cosa.
Ignoto e mistero s'intrecciano mentre continua ad avanzare. Il timore dell'oblio racchiuso nel suo petto che s'alza e scende, come se avesse finito di correre da poco. Invece cammina, non fa altro da... Quanto? Non saprebbe dirlo con esattezza. Da un po' suppone.
Si limita a camminare, a lottare contro il freddo che le ha rubato le mani e contro il caldo che s'è impossessato della sua gote, contro quel corpo che non è più suo.
Ma la mente? Dov'è finita? Sono metri che non la sente. O ha percorso solo qualche centimetro?
Non lo sa, non lo sa, non sa più nemmeno chi è. Si aggira fendendo l'aria, sempre che sulla Terra si trovi, non sente più i suoi pensieri, odori, sapori, non sente nulla.
Ed è peggio del sentire urla di dolore, peggio della carne che si lacera.
Si ferma. Crede di sentire il respiro che si condensa in nuvolette, difficile dirlo senza poter vedere nulla.
Si trova all'aperto? In una stanza?
Ricorda molto la selva oscura dantesca. Lo struggimento che prova è il medesimo. La paura cieca, e non solo in modo figurato. Virgilio? Beatrice? Una guida?
Facendosi coraggio ripete i versi: Ed una lupa, che di tutte brame / sembiava carca ne la sua magrezza, /e molte genti fé già viver grame,
questa mi porse tanto di gravezza / con la paura ch’uscia di sua vista, / ch’io perdei la speranza de l’altezza. (Inf. I, 49-54) Forse si stava avviando verso il monte della salvezza - salvezza da cosa? Dalla sua vita, dai fallimenti, dalla felicità terrena? Stava andando a cercare una vita migliore, o stava per percorrere la via della perdizione, destino di infelicità eterna?Il cuore, sente il cuore battere, le batte nelle orecchie, nel collo, il battito si propaga dentro il suo corpo, o forse esce fuori non lo sa, non sa.
Una luce! Vede una luce, corre verso essa. Però è così piccola, e si allontana sempre di più...
Un'allucinazione?
Si ferma, basta.
Flette le ginocchia, si getta a terra. Solo ora prova a respirare, a togliere la morsa che stringe le sue membra tirate allo spasmo; affonda le dita nel terreno. Sembra umido, simile a terriccio... S'insinua sotto le unghie come fanghiglia, sostituendo la paura, lasciando posto a... Rassegnazione? Sì, crede sia quella.
Si lascia cascare mollemente. E se fosse un bosco? No, non ha incontrato alberi, e non c'è odore di natura, no, è tutto così asettico... Fa freddo, caldo? C'è un'uscita? Perché? Cos'ha fatto di male?
Questa è la fine?
Apre gli occhi. È nello stesso posto, solo che stavolta la luce c'è davvero, o almeno così crede.
Si alza, prima con fatica, poi quasi inciampando sulle sue stesse gambe, corre verso quel punto bianco che diventa sempre più grande, si espande, non vede nulla, accecante salvezza...
- Francesco, scegli la tua via. O Laura, o Dio. -
Buonasera miei cari lettori.
Vedendo le meravigliose +9000 visualizzazioni, non posso che ringraziarvi di cuore e regalarvi un testo!
Sinceramente mi sono imposta uno stop obbligatorio fino a quando non avessi finito un testo... Che alla fine ho mollato!
In questi due mesi comunque ho lavorato presso lo stupendo Centro Servizi Culturali Santa Chiara, e successivamente è iniziata la scuola e... un compito tira l'altro! Quindi non sono stata proprio tutto il tempo sul divano ;)
Perciò ribadisco le parole auree: SCUSATE e GRAZIE. Di cuore!
Bacioni,
La vostra Ivy
PS: avete indovinato chi è il soggetto?
giovedì 1 maggio 2014
Due Anni di Fairy Tales
EEEEE 3, 2, 1 ....
AUGURI FAIRY TALES!
Due anni assieme impagabili, grazie di cuore a tutti!
(Si, sono mancata per un mese, ma spiegherò tutto nel mio prossimo post)
Un po' di numeri:
- 7463: le visualizzazioni finora (h. 9:45) :O :O :O
- 94: i post pubblicati in questi due anni
- 39: i post dall'ultimo conteggio
- 12: i lettori fissi (tolti i miei account)
- 1: la pagina Facebook
- 1: la pagina Facebook
- 2: i nomi diversi del blog, con errori grammaticali e non
- 137: i vostri commenti finora
- (sempre) ∞ : i miei ringraziamenti, baci, abbracci, strette di mano, pacche sulla schiena...
GRAZIE DI CUORE!!!!
Vostra, per altri e altri anni,
Ivy
sabato 1 marzo 2014
Ciao Chiara, una di noi
Buonasera cari lettori,
è da un po' che non ci si sente, vero? Lo so, sono stata imperdonabile, un intero mese senza scrivere... Non dico il giorno del mio compleanno, ma almeno a San Valentino avrei potuto pubblicare qualcosa! Vi ringrazio comunque per tutto il sostegno che continuate a darmi.
Sebbene sia fragile come scusa, la scuola m'ha impegnata un sacco. Tuttavia, oggi voglio dedicare questo post di ritorno ad una ragazza speciale. Si chiama Chiara Da Rugna, ha 18 anni ed è solare, divertente, intelligente, sognatrice. O almeno, così ho sentito dire.
Una mattina come tante, lei s'è alzata come m'alzo io ogni mattina: s'è vestita, ha fatto colazione, ha preso la cartella ed è andata a scuola, nel suo Liceo, per fare il tema d'italiano. Lo stesso giorno, centinaia di migliaia di studenti ripetevano le sue azioni, pensando fosse solo un'altra giornata da schifo come le altre feriali.
Ma per Chiara non è stato così.
Chiara s'è sentita male, come si sentono male tutti gli studenti prima o poi; un po' di nausea, qualche linea di febbre, un po' di stanchezza. Solo che i sintomi di Chiara non erano segno di un semplice virus stagionale.
Chiara è morta ieri notte, per colpa di una meningite fulminante.
La ragazza sorridente che sognava l'Università a Torino non c'è più.
Che dire... Fare una riflessione sulla caducità della vita serve a qualcosa? Non direi. Ma la si può ricordarem e ci si può interrogare. Perché, sebbene oggi nel mio Liceo abbiamo fatto un minuto di silenzio in suo onore, un minuto non basta a ricordare 18 anni di vita.
Non la conoscevo, lo ammetto, e a malapena conosco alcuni suoi amici. E mi stupisco di come io possa soffrire la sua perdita senza sapere nemmeno chi lei fosse.
Per tentare di capire, mi sono immedesimata nelle persone che la circondavano.
Nei suoi amici e compagni di scuola.
Nei suoi professori.
Nei suoi parenti.
Nei suoi genitori.
Quando ero con la mia mamma sull'autobus, sentivamo le ragazzine ridere, parlare di cazzate, senza pensieri se non le vacanze di quattro giorni che sarebbero iniziate l'indomani. Cosa avrebbero detto se avessero detto loro che non ci sarebbe stato domani? E lei, in veste di madre, cosa avrebbe fatto se sua figlia fosse morta senza che lei potesse accorgersene né far nulla? Con che occhi avrebbe visto quelle ragazze spensierate?
Non lo so. Nessuno lo sa, senza averlo provato. E ovviamente auguro a tutti quanti di non scoprirlo mai.
Inoltre, aprendo Facebook, ho trovato le dediche delle persone che le volevano bene. Perché, si chiedevano tutti. Perché?
E io? Nei panni di Chiara, cosa avrei pensato un minuto prima di morire?
Chiara, se da lassù potrai leggere il mio post, cos'hai pensato?
A quanto è stata breve la tua vita? O a quanto hai vissuto?
A ciò che avresti voluto fare, o a tutto ciò che hai fatto?
Ai momenti tristi, gioiosi, pazzi, riflessivi? Ai sentimenti che hai provato? A quelli che avresti voluto provare?
Al matrimonio, ai figli, ai viaggi, alla libertà, ad una casa tutta tua, alle rughe, ai nipotini sulle ginocchia il sabato a pranzo? O a quando hai imparato a scrivere, al tuo tatuaggio, al mare, al teatro, all'arte?
Sei mai stata fidanzata? Hai fatto un viaggio all'estero? Cosa volevi fare, dopo Lettere Moderne?
Fate anche voi un minuto di silenzio per lei, ve ne prego, e domattina in chiesa fate una preghiera ricordandola. Grazie Chiara, per essere stata ciò che sei. Nelle nostre menti, nei nostri cuori, dentro ad ogni studente e studentessa.
Ivy
è da un po' che non ci si sente, vero? Lo so, sono stata imperdonabile, un intero mese senza scrivere... Non dico il giorno del mio compleanno, ma almeno a San Valentino avrei potuto pubblicare qualcosa! Vi ringrazio comunque per tutto il sostegno che continuate a darmi.
Sebbene sia fragile come scusa, la scuola m'ha impegnata un sacco. Tuttavia, oggi voglio dedicare questo post di ritorno ad una ragazza speciale. Si chiama Chiara Da Rugna, ha 18 anni ed è solare, divertente, intelligente, sognatrice. O almeno, così ho sentito dire.
Una mattina come tante, lei s'è alzata come m'alzo io ogni mattina: s'è vestita, ha fatto colazione, ha preso la cartella ed è andata a scuola, nel suo Liceo, per fare il tema d'italiano. Lo stesso giorno, centinaia di migliaia di studenti ripetevano le sue azioni, pensando fosse solo un'altra giornata da schifo come le altre feriali.
Ma per Chiara non è stato così.
Chiara s'è sentita male, come si sentono male tutti gli studenti prima o poi; un po' di nausea, qualche linea di febbre, un po' di stanchezza. Solo che i sintomi di Chiara non erano segno di un semplice virus stagionale.
Chiara è morta ieri notte, per colpa di una meningite fulminante.
La ragazza sorridente che sognava l'Università a Torino non c'è più.
Che dire... Fare una riflessione sulla caducità della vita serve a qualcosa? Non direi. Ma la si può ricordarem e ci si può interrogare. Perché, sebbene oggi nel mio Liceo abbiamo fatto un minuto di silenzio in suo onore, un minuto non basta a ricordare 18 anni di vita.
Non la conoscevo, lo ammetto, e a malapena conosco alcuni suoi amici. E mi stupisco di come io possa soffrire la sua perdita senza sapere nemmeno chi lei fosse.
Per tentare di capire, mi sono immedesimata nelle persone che la circondavano.
Nei suoi amici e compagni di scuola.
Nei suoi professori.Nei suoi parenti.
Nei suoi genitori.
Quando ero con la mia mamma sull'autobus, sentivamo le ragazzine ridere, parlare di cazzate, senza pensieri se non le vacanze di quattro giorni che sarebbero iniziate l'indomani. Cosa avrebbero detto se avessero detto loro che non ci sarebbe stato domani? E lei, in veste di madre, cosa avrebbe fatto se sua figlia fosse morta senza che lei potesse accorgersene né far nulla? Con che occhi avrebbe visto quelle ragazze spensierate?
Non lo so. Nessuno lo sa, senza averlo provato. E ovviamente auguro a tutti quanti di non scoprirlo mai.
Inoltre, aprendo Facebook, ho trovato le dediche delle persone che le volevano bene. Perché, si chiedevano tutti. Perché?
E io? Nei panni di Chiara, cosa avrei pensato un minuto prima di morire?
Chiara, se da lassù potrai leggere il mio post, cos'hai pensato?
A quanto è stata breve la tua vita? O a quanto hai vissuto?
A ciò che avresti voluto fare, o a tutto ciò che hai fatto?
Ai momenti tristi, gioiosi, pazzi, riflessivi? Ai sentimenti che hai provato? A quelli che avresti voluto provare?
Al matrimonio, ai figli, ai viaggi, alla libertà, ad una casa tutta tua, alle rughe, ai nipotini sulle ginocchia il sabato a pranzo? O a quando hai imparato a scrivere, al tuo tatuaggio, al mare, al teatro, all'arte?
Sei mai stata fidanzata? Hai fatto un viaggio all'estero? Cosa volevi fare, dopo Lettere Moderne?
Fate anche voi un minuto di silenzio per lei, ve ne prego, e domattina in chiesa fate una preghiera ricordandola. Grazie Chiara, per essere stata ciò che sei. Nelle nostre menti, nei nostri cuori, dentro ad ogni studente e studentessa.
Ivy
Dove sono?
Trento, Italia
mercoledì 9 ottobre 2013
Vita - Il Ritorno
Salve gente!
Oggi vi propongo la versione integrale ed originale del "mitico" (inteso come leggendario) testo su Vita... Purtroppo per il concorso necessitava di tagli, ma mi sembra giusto proporvelo :D
Buona lettura!
Da quando la maestra Verda ha raccontato la
storia di Vita, apprezza ogni cosa del Bosco, e una volta al mese ripercorre il
viaggio di quella che ormai è diventata la sua migliore amica.
L’Emissario, più vigoroso del precedente
Immissario, finalmente vide la destinazione. La Foce a Delta, Ignoto.” Simo si
copre con una mano gli occhi, accecato dal Tramonto, Tranquillità. Questo è il
pezzo di storia che preferisce, quello che rivive ogni sera, a prescindere da
dov’è in quel momento. Abbassando il tono della voce, conclude: “Infine, Vita
scomparve fra gli Isolotti, mentre nell’Alveo Figlio proseguì il suo tragitto, sfociando
nel Mare, Futuro.” Simo alza gli occhi al cielo. Luna, con le
figlie Stelle, Speranza. Simo le sorride sempre appena la vede, convinto che
anche Vita faccia lo stesso, dal profondo dei suoi Isolotti. Perché dopotutto,
il Buio, Disperazione, non vince mai.
Oggi vi propongo la versione integrale ed originale del "mitico" (inteso come leggendario) testo su Vita... Purtroppo per il concorso necessitava di tagli, ma mi sembra giusto proporvelo :D
Buona lettura!
Simo s’avvicina all’albero silenziosamente.
Avvicina piano la manina scarna alla corteccia ruvida, la posa su un punto
libero dalla resina appiccicaticcia e poggia la gemella su un frondoso ramo
poco più su. Un passetto alla volta, accosta il petto all’arbusto, i piedi alle
radici. A quel punto chiude gli occhi. E assapora la dolcezza di
quell’abbraccio.
Staccatosi dalla stretta vigorosa della
pianta, prende un bastone caduto lì vicino – chiedendo scusa e assicurando che
sarebbe stato solo un prestito – e s’incammina verso l’inizio del viaggio: le
Montagne della Protezione.
Con agilità raggiunge il Ghiacciaio chiamato
Padre. Si siede sul bordo, poggia i piedi accaldati nella frescura del Padre,
chiude gli occhi e abbandona la testa all’indietro. Rimane per un po’ in questa
posizione, fino a quando i suoi piedi cedono al freddo e diventano quasi blocchi
di ghiaccio.
Scende, il bastone a sostenerlo, e racconta
al Bosco il Percorso di Vita, a voce alta.
“In un giorno di caldo, quando il Sole –
chiamato Felicità – lambiva Padre fino a farne sciogliere la superficie,
nacquero tante piccole Gocce, abbastanza da formare un fiume che Madre Natura
battezzò come Vita. Vita procedeva placido lungo il Versante dell’Infanzia,
sorretto dalla Protezione di Monte, felice di tutte le cose che lo circondavano.
Giunto al Crepaccio dell’Adolescenza, iniziò a corrodere Monte, a tentare di
staccarsi da lui il più velocemente possibile; tuttavia, proprio quando
raggiunse la Vallata della Maturità, Vita iniziò a pentirsi degli errori
commessi (o almeno così pensa Simo)… Ma ormai era tardi per rimediare.”
Salta giù dalle ultime rocce, si ferma un
attimo a bere dalla sua borraccia e mangia un po’ di carne essiccata. Dunque si
rimette in marcia, la voce roca.
“Sfociando appieno nel Bosco Esistenza, senza
più una guida, Vita iniziò a trovare le prime difficoltà. Sul suo Letto, Mente,
iniziavano a comparire i primi ostacoli, rallentando il suo corso e riducendo
drasticamente la sua corrente. Si aggrappò disperato alle Sponde Amiche, sfociò
su di loro quel poco che bastava a non travolgerle. Loro lo sostennero, fino a
che non corrose tutte le Preoccupazioni, lasciandole al Passato, che non avrebbe
mai più ripercorso.
Nel frattempo le radici degli Alberi,
Saggezza, lo attingevano per sopravvivere, cedendo in cambio parte di loro. I
Fiori, Bellezza, avevano radici troppo corte per arrivarci, e appassivano
subito.
E’ a questo punto che scoppiò Incendio. Odio,
Rabbia, Stupidità bruciarono anni e anni di Saggezza e piombarono in Vita.”
Simo si siede su un tronco mezzo bruciato. Immerge la mano nella cenere. Gli
occhi gli diventano lucidi. “Vita però non cedette: combatteva, travolgeva,
avviluppava acqua e terra, prese il sopravvento. Si sarebbe voluto fermare a
piangere i danni, ma non c’era tempo. Bisognava andare avanti.
Scorrendo, Vita incontrò un altro Corso,
Amore. I due, facendosi forza l’un l’altra, divennero un solo Fiume, che lasciò
che il passato divenisse solamente un suo affluente, che l’alimentasse ma non
fosse l’unica cosa importante al mondo.
Numerose foglie secche, Tempo, cadevano da
Saggezza e si posavano sulla superficie trasparente. Piano piano la soffocarono;
i raggi di Felicità, che un tempo aveva rischiarato Vita a tempo pieno,
faticavano a giungere a destinazione. S’aggiunsero al tempo anche cumuli di
Nuvole, Tristezza, facendo cadere Lacrime nel fiume, che s’ingrossò, divenendo
più forte. E proprio quando Vita divenne forte e felice, gli amici
l’abbandonarono. Di colpo precipitò in un burrone, come una cascata, Gelosia:
le Sponde lo abbandonarono, picchiò al suolo formando tante onde spumeggianti,
si ritrovò solo. Si estese su un terreno largo e profondo e, quando pensò che
tutto fosse perduto, eccoli lì, nuovi amici, che lo presero per mano fino a
raggiungere di nuovo la grandezza iniziale, lasciandosi alle spalle un grande
Lago, Solitudine.
Spero vi sia piaciuto... Quale avete preferito? Il primo o il secondo? Commentate!
Ivy
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Trento, Italia
mercoledì 2 ottobre 2013
Encomio Speciale
Cari lettori, care lettrici, buonasera!
Today voglio condividere con voi un grande onore che mi è stato concesso dal Caffè Letterario La Luna e il Drago: in occasione del V Concorso Letterario La Luna e Il Drago a tema: "IL VIAGGIO METAFORA DELLA VITA - Viaggio tra i ricordi, nel tempo passato o in futuro immaginato, nella nostalgia di tempi lontani come nella realtà di ogni giorno in un percorso già fatto o ancora da fare tra incontri, esperienze, addii, arrivi e partenze. Viaggio visionario nel tempo e nello spazio alla ricerca di altre realtà ed altri mondi. Viaggio introspettivo in se stessi. Il viaggio in ogni sua forma senza limiti di tempo, di spazio e di fantasia.", mi è stato consegnato l'Encomio Speciale Giovani Penne d'Autore; inoltre il mio testo è stato inserito nell'Antologia "Il Viaggio Metafora Della Vita" a cura di Anna Montella (Libro). Infine, il Caffè ha realizzato un Video-Trailer per introdurre il mio racconto breve.
Ed ecco allora per voi il racconto, sperando che vi piaccia... Buona lettura!
In un giorno afoso il Sole, Felicità, lambì il Ghiacciaio Padre, sui Monti Protezione, facendone sciogliere la superficie. Nacquero tante piccole gocce che formarono un Fiume, battezzato da Madre Natura col nome di Vita.
Vita iniziò a serpeggiare lungo il Versante Infanzia, sorretto da Protezione, felice di tutte le cose che lo circondavano. Al Crepaccio Adolescenza, però, cominciò a corrodere Monte, per staccarsi da lui il più velocemente possibile. Solo quando raggiunse la Vallata della Maturità iniziò a pentirsi degli errori commessi, ma era tardi per rimediare.
Sfociato nel Bosco Esistenza, senza più una guida, Vita iniziò a trovare altre difficoltà. In fondo a lui infatti, sul Letto detto Mente, ostacoli gravosi rallentavano il suo corso, riducendone drasticamente la corrente. Vita si aggrappò disperato alle Sponde Amiche, che lo sostennero fino a che non corrose tutte le Preoccupazioni, lasciandole al passato. Nel frattempo le radici degli Alberi, Saggezza, lo attingevano per sopravvivere, cedendo in cambio parte di loro. I Fiori, Bellezza, avevano radici troppo corte per arrivarci, e appassivano subito.
All’improvviso scoppiò Incendio: Odio, Rabbia, Stupidità bruciarono anni di Saggezza e piombarono dentro Vita, che però non cedette e spense le fiamme. Purtroppo non c’era tempo per soffrire, bisognava andare avanti.
Scorrendo, Vita incontrò un altro Corso, Amore. I due, facendosi forza l’un l’altra, divennero un solo Fiume, che lasciò che il passato divenisse solamente un suo affluente.
Numerose Foglie secche, Tempo, lasciarono Saggezza posandosi su Vita fino a soffocarlo; i raggi di Felicità, una volta sempre presenti, faticavano a raggiungerlo. S’aggiunsero cumuli di Nuvole, Tristezza, che fecero cadere Lacrime, ingrossandolo. Vita divenne più forte; ma, divenendo possente e felice, gli amici l’abbandonarono: cascò in un burrone formando una cascata, Gelosia, e picchiò al suolo con onde spumeggianti.
Vita scomparve fra gli Isolotti, mentre nell’Alveo Figlio proseguì il suo tragitto, sfociando nel Mare, Futuro.
Vita continua ancora a guardare il cielo, e sorride alla Luna, Speranza, e alle figlie Stelle.
Perché il Buio, Morte, non vince mai.
Grazie di cuore.
Ivy
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martedì 13 agosto 2013
Ricordi #1
Da piccola mi accontentavo di poco.
Ero contenta se mangiavamo fuori, in un centro commerciale vicino casa. Ero euforica se pranzavamo in una pizzeria rustica vicino all'uscita, una di quelle pizzerie coi tavoli di finto legno con due cm di unto, che i genitori schizzinosi tentavano di togliere con un fazzolettini prima che noi bimbi ci mettessimo le mani.
Adoravo andare al supermercato gigante una domenica d'estate, quando l'aria condizionata a palla donava un po' di refrigerio. Amavo prendere la frutta e pesarla sulle grandi bilance digitali, spingere il carrello e, quando i genitori non guardavano, correre come Fast and Furios. Prendevo la mortadella - non quella a fette, quella a cubetti - e, siccome ero una bimba tenera tenera, riuscivo anche a farmi dare il bis. A Papà dicevo: "Vado a vedere i libri!", e quando finivano di girare per gli scaffali colmi di leccornie, spuntavano come un orologio a cucù e, se tutto andava bene ed ero abbastanza convincente, riuscivo anche a guadagnarci un bel fantasy.
Mi piaceva anche il negozio di animali: mi appiccicavo al vetro dei cricetini, mentre si pulivano il musetto con le zampine. Dopodiché passavo alle iguane: il dragone australiano era il mio preferito. Peccato che Mamma non condividesse il mio amore per i rettili. Tranne per le tartarughine: con il musetto fuori dall'acqua, nuotavano quasi a cagnolino (paradosso, no?), che amori! E la palma sull'isolotto... Mi scioglievo al sole.
Ogni tanto, poi, facevamo delle piccole 'gite' all'Ikea. Giravo per i negozi col naso all'insù, versione mignon di un'interior designer. Mi fermavo nella zona bambini e provavo l'amaca gialla e la lampada verde a forma di coccinella. Sempre quando non rimanevo allo Smaland: dopo aver lasciato le scarpe nel cestino colorato, con sopra il numero che veniva poi scritto sull'adesivo giallo con la coccinella, m'arrampicavo come una scimmia, giocavo nella vasca delle palline, guardavo un film sui cuscini e facevo tanti bei disegni, fino a quando Mamma e Papà non mi venivano a riprendere. E chi aveva voglia di tornare a casa? Per fortuna, c'era il ristorante coi cibi svedesi, buonissimi e poco costosi!
A casa mi piaceva mangiare le patatine fritte il sabato, e l'uovo fritto la domenica. Sembra una cavolata, ma le cose semplici sono le migliori. E la sera d'inverno, spaparanzati sul divano, un bel film e tante coccole? O le sere "alternative", in cui Papà comprava la pizza! E la cosa più bella: le serie TV romantiche, divertenti, tristi, quelle che, alla fine della puntata, ti lasciano un nodo allo stomaco ed una voglia matta del prossimo episodio... Non riesco ad aspettare una settimana! Che bello addormentarsi accompagnati dai personaggi della TV...
Ogni tanto, per cambiare, giravamo per il centro della città, specialmente nelle sere d'agosto, quando l'aria è fresca e le strade sono vuote ma accoglienti. Un gelato o una granita, una panchina, una corsetta, qualche foto. Tanto amore.
Sono piccole cose. Per voi forse non sono nulla. Ma non c'è nulla di più bello del ricordarle.
Ivy
P.s: Grazie per le tante visualizzazioni e per il sostegno che mi date... Grazie di cuore!
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| ...Ero carina? :) |
Adoravo andare al supermercato gigante una domenica d'estate, quando l'aria condizionata a palla donava un po' di refrigerio. Amavo prendere la frutta e pesarla sulle grandi bilance digitali, spingere il carrello e, quando i genitori non guardavano, correre come Fast and Furios. Prendevo la mortadella - non quella a fette, quella a cubetti - e, siccome ero una bimba tenera tenera, riuscivo anche a farmi dare il bis. A Papà dicevo: "Vado a vedere i libri!", e quando finivano di girare per gli scaffali colmi di leccornie, spuntavano come un orologio a cucù e, se tutto andava bene ed ero abbastanza convincente, riuscivo anche a guadagnarci un bel fantasy.
Mi piaceva anche il negozio di animali: mi appiccicavo al vetro dei cricetini, mentre si pulivano il musetto con le zampine. Dopodiché passavo alle iguane: il dragone australiano era il mio preferito. Peccato che Mamma non condividesse il mio amore per i rettili. Tranne per le tartarughine: con il musetto fuori dall'acqua, nuotavano quasi a cagnolino (paradosso, no?), che amori! E la palma sull'isolotto... Mi scioglievo al sole.
A casa mi piaceva mangiare le patatine fritte il sabato, e l'uovo fritto la domenica. Sembra una cavolata, ma le cose semplici sono le migliori. E la sera d'inverno, spaparanzati sul divano, un bel film e tante coccole? O le sere "alternative", in cui Papà comprava la pizza! E la cosa più bella: le serie TV romantiche, divertenti, tristi, quelle che, alla fine della puntata, ti lasciano un nodo allo stomaco ed una voglia matta del prossimo episodio... Non riesco ad aspettare una settimana! Che bello addormentarsi accompagnati dai personaggi della TV...
Ogni tanto, per cambiare, giravamo per il centro della città, specialmente nelle sere d'agosto, quando l'aria è fresca e le strade sono vuote ma accoglienti. Un gelato o una granita, una panchina, una corsetta, qualche foto. Tanto amore.
Sono piccole cose. Per voi forse non sono nulla. Ma non c'è nulla di più bello del ricordarle.
Ivy
P.s: Grazie per le tante visualizzazioni e per il sostegno che mi date... Grazie di cuore!
giovedì 8 agosto 2013
Novità bloggerose
Salve miei cari lettori!
Cavolo, 4157 visualizzazioni... Grazie, non me lo sarei mai aspettata!
Come potete vedere dalla nuovissima grafica, ho risolto i miei problemi: io e Blogger in tregua. E spero che avrete notato la grande novità: il blog si rinnova anche nel nome, mettendo un bel genitivo sassone nel titolo! Credo di aver così "alleggerito" il nome, ogni volta troppo pesante da pronunciare... Specialmente per me, che non ho una pronuncia perfetta!
Grazie di cuore anche a Mariella, che s'è aggiunta alla schiera di amici, nascosti sotto il nome di Lettori Fissi...
Ho in progetto un po' di storielle per voi, prima che inizi la scuola... Spero che vi piacciano.
Nel frattempo, ditemi: cosa ne pensate della grafica?
Bacionii!!!
Ivy
P.S: nella parte superiore troverete le schede, nuove di zecca: cliccateci sopra per un collegamento veloce alle pagine Facebook e Twitter e molto altro!
Cavolo, 4157 visualizzazioni... Grazie, non me lo sarei mai aspettata!
Come potete vedere dalla nuovissima grafica, ho risolto i miei problemi: io e Blogger in tregua. E spero che avrete notato la grande novità: il blog si rinnova anche nel nome, mettendo un bel genitivo sassone nel titolo! Credo di aver così "alleggerito" il nome, ogni volta troppo pesante da pronunciare... Specialmente per me, che non ho una pronuncia perfetta!
Grazie di cuore anche a Mariella, che s'è aggiunta alla schiera di amici, nascosti sotto il nome di Lettori Fissi...
Ho in progetto un po' di storielle per voi, prima che inizi la scuola... Spero che vi piacciano.
Nel frattempo, ditemi: cosa ne pensate della grafica?
Bacionii!!!
Ivy
P.S: nella parte superiore troverete le schede, nuove di zecca: cliccateci sopra per un collegamento veloce alle pagine Facebook e Twitter e molto altro!
mercoledì 7 agosto 2013
Scuse
Salve cari lettori!
Mi scuso immediatamente con tutti quelli che tra ieri ed oggi hanno provato invano ad accedere al blog... Trovandosi davanti che è stato rimosso!
Subito spiegato il problema: pensando che il caro vecchio "scimmiettaivy" fosse troppo caro e troppo vecchio, e volendo cambiare indirizzo al blog, avevo messo "fairytalesofacrazygirl.blogspot.it" come nuovo URL, scatenando involontariamente la reazione di Blogger che avete notato! Ora il vecchio "scimmiettaivy" è stato ripristinato... E giuro che la prossima volta v'avvertirò prima di fare uno scherzo del genere!
Grazie per continuare a leggermi, a presto... Sto per arrivare con un nuovo, avvincente post! ;D
La vostra Ivy
P.S: Colgo l'occasione per chiedere se qualcuno di voi si occupa o è appassionato di blog & co... Niente paura, non voglio mica vendere o mollare! Voglio solo imparare nuove cose, per evitare in futuro di replicare errori come quello di oggi... Grazie in anticipo!
Mi scuso immediatamente con tutti quelli che tra ieri ed oggi hanno provato invano ad accedere al blog... Trovandosi davanti che è stato rimosso!
Subito spiegato il problema: pensando che il caro vecchio "scimmiettaivy" fosse troppo caro e troppo vecchio, e volendo cambiare indirizzo al blog, avevo messo "fairytalesofacrazygirl.blogspot.it" come nuovo URL, scatenando involontariamente la reazione di Blogger che avete notato! Ora il vecchio "scimmiettaivy" è stato ripristinato... E giuro che la prossima volta v'avvertirò prima di fare uno scherzo del genere!
La vostra Ivy
P.S: Colgo l'occasione per chiedere se qualcuno di voi si occupa o è appassionato di blog & co... Niente paura, non voglio mica vendere o mollare! Voglio solo imparare nuove cose, per evitare in futuro di replicare errori come quello di oggi... Grazie in anticipo!
venerdì 19 luglio 2013
Barcollo ma non mollo!
Good mornin' Guys! Ormai "International is the way" ahah :D Spero stiate bene e, se state male, che i miei raccontini riescano a risollevarvi l'umore.
Dopo la veloce intrusione di Giuly nel mio Blog, torno a scrivere io. Una piccola storiella... La mia. (tanto per cambiare, no? l_^)
E poi l'altro giorno, in un moto di nostalgia, avevo quasi deciso di tornarmene a casa, perché pensavo: "Qui cosa faccio? Ma chi prendo in giro? A 16 anni pensavo di poter stare senza i miei genitori, di poter fare ciò che fanno le persone a 25, di vivere come un'adulta?"
Ma a Bologna, dopo tutto questo rimuginare, ho capito che non è così. E' vero, c'è crisi, per le aziende, le banche, i negozi, certo. Ma se una persona vuole qualcosa con tutta se stessa, state certi che la otterrà.
Ogni volta che mi succedeva ciò c'era qualcuno che mi risollevava, qualcuno che credeva in me... Che mi diceva che la mia è una grande possibilità, che non mi posso abbattere alla prima difficoltà, e nella mia mente compariva una frase (detta in realtà dai miei compagni quando sono ubriachi, ma che posso adattare alla mia situazione...):
Dopo la veloce intrusione di Giuly nel mio Blog, torno a scrivere io. Una piccola storiella... La mia. (tanto per cambiare, no? l_^)
♫ In sottofondo, sebbene lui non mi faccia impazzire, ci metterei "Non mollare mai" di Gigi d'Alessio ♪
Certe volte mi sento giù d'umore. Penso: "Ma se c'è crisi, se non troverò lavoro, se la laurea non vale più nulla, che studio a fare? Perché mi massacro sui libri? Perché non rinuncio a questi miei stupidi sogni e non vado all'estero a fare la cameriera? Magari guadagno di più."
Quest'inverno, poi, è stato davvero difficile. Più di una volta ho pensato di mollare. Di andare in un altro liceo, meno impegnativo e grazie al quale avrei trovato lavoro facilmente. Ho pensato che (per citare l'indimenticabile Fornero) fossi stata troppo "Choosy", che mi sarei potuta aprire a lavori più "umili" e meno "cool" rispetto al lavoro di una giornalista o di una scrittrice. Ho pensato anche che il mio blog fosse inutile, che nessuno si ferma veramente a leggerlo, che non scrivo poi così tanto bene, e quando, leggendo un giornale, mi dicevo: "Ma santo cielo! Io a 16 anni sono più brava, questo scrive malissimo" mi sono auto-sgridata dicendomi: "Ma chi credo di essere? La migliore? Sei solo una mocciosa!"
Ma a Bologna, dopo tutto questo rimuginare, ho capito che non è così. E' vero, c'è crisi, per le aziende, le banche, i negozi, certo. Ma se una persona vuole qualcosa con tutta se stessa, state certi che la otterrà.
Ogni volta che mi succedeva ciò c'era qualcuno che mi risollevava, qualcuno che credeva in me... Che mi diceva che la mia è una grande possibilità, che non mi posso abbattere alla prima difficoltà, e nella mia mente compariva una frase (detta in realtà dai miei compagni quando sono ubriachi, ma che posso adattare alla mia situazione...):
BARCOLLO MA NON MOLLO!
Gente, con la vita c'ho poca esperienza, ma se ho capito una cosa è che bisogna sempre cogliere la palla al balzo... Come m'hanno detto in questi giorni, il treno passa una sola volta! Ed è questa l'esperienza di cui bisogna far tesoro, è questo che ci spedisce avanti come un razzo, verso l'abbattimento della fantomantica crisi! La crisi è nelle menti di noi giovani, che sventoliamo bandiera bianca alla minima difficoltà, che vogliamo avere tutto e subito, che non ci vogliamo rimboccare le maniche e ci appiccichiamo a mamma e papà!
La fatica è il martello, l'obiettivo è come il Muro di Berlino... Noi dobbiamo distruggerlo quel muro!
Quindi, cari miei, ricordatevi di me, pazza piccola sognatrice, quando siete stufi, quando pensate di non arrivare alla fine del vostro cammino, quando credete di aver toccato il fondo, ricordatevi di me, e urlate (magari davanti a un bel bicchiere di Coca-Cola e con qualche amico/a) BARCOLLO MA NON MOLLO! (Non serve essere ubriachi l_^)
Vi voglio bene!
Ivy
P.S: Grazie a Mamma, Papà, Milly & Vittorio, e a tutte le altre persone che mi spronano ad andare avanti... Grazie di cuore!
martedì 21 maggio 2013
Mi fa strano riflettere
Buon pomeriggio a tutti!
Grazie di cuore ragazzi, ragazze, signori & signore... Non mi sarei mai aspettata un anno fa di raggiungere un risultato simile. Per voi magari è poco, ma per me è tantissimo <3 Thanks 4 + 3000 visualizations :*
Ecco a voi una piccola storiella. Spero vi piaccia.
Lucia, sette anni o poco più, sentiva un dì la lezione della sua maestra di italiano. Grembiulino blu, gambette a penzoloni, matitina in mano, segnava tutte le paroline che la ispiravano. Quel giorno c'era solo un concetto sul foglio: il verbo PENSARE spiccava al centro, colorato di verde, e attorno svolazzavano 'riflettere', 'sogni', 'ritenere' e altri vocaboli pronunciati dall'insegnante. Poco prima che suonasse la campanella, destò la manina e chiese cosa fosse il pensiero. "Chiedilo a te stessa!" le rispose la maestra, e le disse di farlo come compito per l'indomani.
Tornata a casa, la piccola Lucia si accomodò sul divano: fronte corrugata, bocca arricciata, palme sotto al mento, piante incrociate, occhi all'insù, poi strizzati, poi spalancati.
Sua madre se ne preoccupò: solitamente Lucia era un tipetto frizzante, di quelli che corrono notte e giorno a destra e a manca. Così s'accucciò sotto di lei, seduta sul tappeto, e le domandò: "Piccola, cosa stai facendo?"
E lei: "Mi sto interrogando. Ma non come la maestra, sciocchina. Mi domando le cose importanti."
"E quali sono?"
"Te lo dice lei."
"Lei chi?". La mamma era piuttosto confusa.
"Non la senti?"
"Chi, amore?"
"La voce."
"La voce?"
"Si, la bimba con la mia stessa voce. Abita nella mia testa."
"Se abita nella tua testa, non la posso sentire."
"E perché?"
"Perché è cosi, Lucia, non ci sono spiegazioni."
"Adesso provo a fartela sentire!" esclamò strizzando gli occhietti vispi e i forti pugnetti. "Senti mamma, senti?"
"No, cara, non sento. Che cosa dice?"
"Dice... Dice che ti vuole tanto tanto bene! Perché non lo senti? Gliel'ho ordinato! Ho ordinato di fartelo sentire!"
"Come?"
Lucia si rabbuiò di colpo. Abbassò i pugnetti. Si fece assorta. Poi replicò: "Non lo so. Adesso ci penso. E' bello pensare, sai? Anche se mi fa strano riflettere."
"Si dice è strano, Lucia."
"Nono: mi fa strano. Per la mia amica non è strano, quindi non è strano. E' strano solo per me. E siccome non sono io che rifletto, ma la voce nella mia testa, è lei che mi fa riflettere, quindi riflettere mi fa strano. Adesso lasciami pensare. Mi piace."
E come nei fumetti, iniziò col suo mumble mumble. Parlava alla sua voce e lei le rispondeva come lei voleva. Era sua amica. Se si voleva alzare, la voce la faceva alzare. Se voleva chiudere gli occhi, la voce glielo faceva. Se voleva dormire, la voce le dava la buonanotte. Era bello.
Ma a volte la voce era birichina e la faceva impazzire. Lucia le diceva: "Fammi volare!", ma non fluttuava. Le diceva: "Fai staccare il dente che dondola!" e quello rimaneva appeso.
A chi diceva che era pazza, che erano solo sciocchezze, rispondeva: "Non sono sciocchezze! Io riuscirò a volare, la voce me l'ha promesso!" Dovrebbero pensare di più, commentava la voce, e aveva ragione.
Dovremmo pensare di più.
Per rimanere in tema... Che ne pensate? Ahaha Commentate! :*
Ivy
Grazie di cuore ragazzi, ragazze, signori & signore... Non mi sarei mai aspettata un anno fa di raggiungere un risultato simile. Per voi magari è poco, ma per me è tantissimo <3 Thanks 4 + 3000 visualizations :*
Ecco a voi una piccola storiella. Spero vi piaccia.
Lucia, sette anni o poco più, sentiva un dì la lezione della sua maestra di italiano. Grembiulino blu, gambette a penzoloni, matitina in mano, segnava tutte le paroline che la ispiravano. Quel giorno c'era solo un concetto sul foglio: il verbo PENSARE spiccava al centro, colorato di verde, e attorno svolazzavano 'riflettere', 'sogni', 'ritenere' e altri vocaboli pronunciati dall'insegnante. Poco prima che suonasse la campanella, destò la manina e chiese cosa fosse il pensiero. "Chiedilo a te stessa!" le rispose la maestra, e le disse di farlo come compito per l'indomani.
Tornata a casa, la piccola Lucia si accomodò sul divano: fronte corrugata, bocca arricciata, palme sotto al mento, piante incrociate, occhi all'insù, poi strizzati, poi spalancati.
Sua madre se ne preoccupò: solitamente Lucia era un tipetto frizzante, di quelli che corrono notte e giorno a destra e a manca. Così s'accucciò sotto di lei, seduta sul tappeto, e le domandò: "Piccola, cosa stai facendo?"
E lei: "Mi sto interrogando. Ma non come la maestra, sciocchina. Mi domando le cose importanti."
"E quali sono?"
"Te lo dice lei."
"Lei chi?". La mamma era piuttosto confusa.
"Non la senti?""Chi, amore?"
"La voce."
"La voce?"
"Si, la bimba con la mia stessa voce. Abita nella mia testa."
"Se abita nella tua testa, non la posso sentire."
"E perché?"
"Perché è cosi, Lucia, non ci sono spiegazioni."
"Adesso provo a fartela sentire!" esclamò strizzando gli occhietti vispi e i forti pugnetti. "Senti mamma, senti?"
"No, cara, non sento. Che cosa dice?"
"Dice... Dice che ti vuole tanto tanto bene! Perché non lo senti? Gliel'ho ordinato! Ho ordinato di fartelo sentire!"
"Come?"
Lucia si rabbuiò di colpo. Abbassò i pugnetti. Si fece assorta. Poi replicò: "Non lo so. Adesso ci penso. E' bello pensare, sai? Anche se mi fa strano riflettere."
"Si dice è strano, Lucia."
"Nono: mi fa strano. Per la mia amica non è strano, quindi non è strano. E' strano solo per me. E siccome non sono io che rifletto, ma la voce nella mia testa, è lei che mi fa riflettere, quindi riflettere mi fa strano. Adesso lasciami pensare. Mi piace."
E come nei fumetti, iniziò col suo mumble mumble. Parlava alla sua voce e lei le rispondeva come lei voleva. Era sua amica. Se si voleva alzare, la voce la faceva alzare. Se voleva chiudere gli occhi, la voce glielo faceva. Se voleva dormire, la voce le dava la buonanotte. Era bello.
Ma a volte la voce era birichina e la faceva impazzire. Lucia le diceva: "Fammi volare!", ma non fluttuava. Le diceva: "Fai staccare il dente che dondola!" e quello rimaneva appeso.
A chi diceva che era pazza, che erano solo sciocchezze, rispondeva: "Non sono sciocchezze! Io riuscirò a volare, la voce me l'ha promesso!" Dovrebbero pensare di più, commentava la voce, e aveva ragione.
Dovremmo pensare di più.
Per rimanere in tema... Che ne pensate? Ahaha Commentate! :*
Ivy
Dove sono?
Trento, Italia
mercoledì 1 maggio 2013
Auguri Fairy Tales!
Ci siamo lettori! Rullo di tamburi... Trrrrrrrr....
AUGURI FAIRY TALES OF A CRAZY GIRL!
Un anno è passato... Un anno di emozioni vissute assieme... Tanti miei piccoli sogni realizzati...
Ok, lo so, era ieri il compleanno ufficiale. Ma a dir la verità, il primo post l'ho pubblicato dopo la mezzanotte tra il 30 aprile e il 1° maggio, perciò lo preferisco mettere oggi... Un anno, ci credete? Io no!
Ripercorriamo assieme un po' di numeri...
- 51: i giorni che mancano all'estate (che sono importanti eh!)
- 2889: le visualizzazioni fino a questo momento (h. 11:02)
- 54: i post pubblicati (55 con questo... Pochini eh? Tenterò di incrementarli...)
- 9: i lettori fissi (vi risulterà 11, ma 2 di questi sono io :P)
- 2: i premi ricevuti dalla mia cara compagna d'avventura Angela.. Grazie!
- ∞: i miei ringraziamenti, baci, abbracci... Vi adoro!
E adesso vi lascio proseguire le vostre stupende giornate... Spero di riuscire a pubblicare un raccontino oggi ;D
Un bacioneee :*
La vostra Ivy
Un bacioneee :*
La vostra Ivy
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