. . . All you life, you were only waiting for this moment to be Free . . . * Nulla enim culpa est in somnis.

martedì 13 novembre 2012

Premio Unia

Buonasera! (Quasi buonanotte direi... Ma sapete, sono nottambula! :D)
Oggi ringrazio Angela del blog "Charis - Chicchi di Pensieri" per avermi girato il Premio Unia!


Al volo seguo le regole...
1) Rispondere alle 7 domande
2) Inoltrarlo a 7 blogger

1) Qual è il primo libro che hai letto in assoluto?
Uhmma... Se non sbaglio "La notte dei desideri" di Micheal Ende. Che bello... <3

2) Hai mai fatto un sogno ispirato a un libro che hai letto? Sa sì, racconta.
Già... Un ottimo sogno. Sognai di essere al posto della protagonista di "Io di più di più di più" di Valentina de Sanctis... E poi al posto dell'eroina de "Le Guerre Del Mondo Emerso" di Licia Troisi

3) Qual è la prima cosa che ti colpisce in un libro? La copertina, la trama o il titolo?
La trama ;D

4) Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?
Tutte le volte... :'(

5) Qual è il tuo genere preferito?
Fantasy, un pizzico di rosa, storico (egizi please), avventura... Tutti! Tranne thriller ù-ù

6) Hai mai incontrato uno scrittore?
Ahimè non ancora... Ma manca pochissimo!

7) Posta un'immagine che rappresenta cosa significa per te le lettura:


Significa amare le pagine corrose dal tempo, significa raccogliere le parole come rugiada e posarle sulle foglie della memoria, significa emozionarsi con le avventure (e sventure!) altrui e farle proprie, significa vivere più vite in una sola...







Ed ora lo inoltro a 7 blog... Inoltratelo anche voi!

Il Mondo Racchiuso Nei Libri
Il Magico Mondo Dei Libri
Le Cose Che Non Ti Dico
Anima Di Carta
Pikadilly
Old Friends And New Fancies
La Collezionista Di Dettagli

Buonanotte!!! =)

sabato 10 novembre 2012

Sfida: FUGA

Buonasera signori e signore!!!
Grazie a tutti per essere arrivati al
1300!!!
Circa un mesetto fa mi era arrivata una parolina da un'anonimo/a... FUGA. Grazie mille! Se ti va, dimmi il tuo nome, non ho problemi a pubblicarlo... ^_^
E allora due NOVITÀ': per la prima volta ho deciso di scrivere a due mani con la mia cara amica Elena (che saluto, ovviamente: bacioniii!!! :*) Comunque è l'ultima volta mi sa: certe litigate... :)
Le frasi in verde sono di Elena, quelle rosa mie... Solo per farvi capire lo stile di scrittura, e per mostrare che mi sono impegnata! :D
Seconda novità: per invogliarvi a vedere la Nostra pagina Facebook, lo pubblicherò lì! ^-^
Vi aspetto numerosi!!! (La pagina è pubblica: dovreste riuscire a vederla tutti, anche se non avete Facebook) :
Pagina Facebook


A presto!!!

domenica 4 novembre 2012

Sfida: CRESTA

Salve gente!!!
Innanzitutto, vorrei come al solito dirvi GRAZIE. Anche se non avrei mai pensato di dirlo - anzi, di scriverlo! - vorrei ringraziare il popolo di Facebook, poiché grazie a voi siamo arrivai a 1260 VISUALIZZAZIONI - che magari per qualcuno sono poche, ma per me valgono molto, ve l'assicuro...
E dico siamo, perché questo mio lavoro è per me, per il mio futuro etc, ma anche e soprattutto per voi, perché possiate staccare qualche minuto dalla realtà e volare con me tra la fantasia...
Grazie di cuore.
Ed adesso, ecco la nuova parola: CRESTA! (Grazie Lucrezia per averla proposta!)


Il signor Zuccotti era un adulto mai stato bambino.
Figlio di un potente industriale, aveva sempre frequentato scuole private e facoltose, ed era sempre stato un genio della finanza. Anziché i più elementari giochini, giocava con le quotazioni in borsa già a quindici anni, dopo aver studiato greco, latino, ebraico, aramaico ed inglese, tedesco, spagnolo, francese, greco moderno, cinese, giapponese, finlandese e norvegese. Più o meno una lingua all'anno.
Ma a lui non pesava, non avendo mai avuto né tempo né modo di conoscere nuove persone se non il suo segretario.
Così, il giorno in cui aveva in programma di tagliarsi i capelli ed il suo parrucchiere s'ammalò, non seppe ove andare.
Percorse la via di fronte alla sua villina, in  cerca di un qualche barbiere adatto al suo rango. Vide una botteguccia senza pretese e, seppur con un po' di riluttanza, vi entrò.
Il locale, lievemente angusto rispetto a villa Zuccotti, era pieno zeppo di foto di tagli strani. Il cassiere, sulla novantina, riconobbe il figlio del suo finanziere e gli andò incontro e si prostrò ai suoi piedi. Poi chiamò il suo garzone e gli disse che doveva fare tutto ciò che il signore ordinava.
Zuccotti si sentì disorientato. Aveva sempre scelto suo padre per lui, che dire? Così, puntando la prima foto che vide davanti a sé, disse: "Voglio quella".
Il segretario tentò di dissuaderlo: "Ma no, ma signore, una cresta è fuori dai dettami dell'élite..."
Ma il garzone s'era già messo all'opera, ed in una decina di minuti il signor Zuccotti era divenuto un sosia di Funky Il Gallo, con sommo orrore del suddetto e con disappunto del segretario, che continuava a mormorare: "Mi licenzierà, mi licenzierà..."
Dopo aver dato con due dita una banconota da 500 euro al vecchio - che corse a baciargli i piedi - Zuccotti, sistematosi la cravatta, uscì dalla bottega e salì sulla limousine.
L'autista trattenne le risate a stento,  poi si avviò verso l'edificio della Zucchott's Corporations. 
Non avendo mai visto una cresta in vita sua, Zuccotti pensava che non fosse così malaccia. Ahimé, non aveva fatto i conti con la società in cui viveva. 
Appena entrò nella sala conferenze, i bisbiglii dei colleghi furono i più disparati. Ci fu anche qualche risolino, attutito con la mano, per non mancar di rispetto al capo. Poi Zuccotti si sedette ed iniziarono la riunione.
Peccato però che suo padre volle fare un salto per vedere come andava la situazione. Appena vide l'eccentrica pettinatura del figlio, esclamò: "CaVlo AlbeVto! Cosa caspiteVina hai fatto alla tua supeVba capigliatuVa?" e lo trascinò nel suo ufficio, tra i latrati sguaiati dei dipendenti e lo sconcerto del segretario.
Il padre gli fece una lavata di capo, poi lo rispedì nella bottega di mastro Giovanni per risistemare alla bell'e meglio la chioma.
Il caso volle che passasse di lì un eccentrico stilista, che visto l'abbinamento cresta - cravatta, si fiondò sul malcapitato Zuccotti.
"Salve!" esclamò, facendolo sobbalzare, "Ho notato il suo splendido look."
"Lu...cosa?" chiese Zuccotti imbarazzato.
"Ma su, su, la smetta! Il suo look. Lei è perfetto come modello per la mia nuova collezione! Venga con me!" e lo condusse verso il suo atelier poco distante, il segretario che imprecava a gran voce.
Spintolo in un camerino, gli tese uno smoking fucsia a righe viola ed una camicia color carta da zucchero, poi gli fece delle foto.
Inutile a dirsi, il signor Zuccotti divenne famosissimo come modello internazionale di moda maschile sopra le righe, specialmente per il suo bagaglio lingue vastissimo.. Il suo segretario lo seguì ovunque, divenuto anche manager e capo-guardia del corpo - sebbene fosse gracilino ed un modello non ne avesse bisogno. Ma il povero Zuccotti senza di lui non riusciva nemmeno a mangiare.
Ed il padre?
Finché il figlio guadagnava era contento. Tanto, di pargoletti ne aveva altri tre!

Che ne dite? Un pò ironico... Tenterò di essere più presente.
Baciii!! <3

Ivy

mercoledì 24 ottobre 2012

Facebook

Salve Signori!
Entro velocemente perché sono superimpegnata: è stata creata la pagina Facebook del blog! (Come al solito, Grazie Chris! :D)

Cliccate su Fairy Tales Of A Crazy Girl:
vi aspettiamo! ;D
Vostra,
Ivy

giovedì 18 ottobre 2012

Intervista a Leopardi

'Sera gente!
Con all'aiuto di un fedele informatico (grazie per il tempo perso che mi dedichi Chris... :D) sto tentando di creare la pagina Facebook. Ma tale è la mia... ahem... gioia al pensiero del mio nome legato al popolare social network, che questi mi sta praticamente RIFIUTANDO. Pertanto, poiché sto smanettando su Internet, vi ripropongo un'intervista che ho scritto qualche anno fa... Buona lettura!


Era una giornata di sole, fredda ma allegra. Stavo andando a lavoro in redazione, quando mi passò davanti un gobbo triste e malconcio, il viso pallido, con una nuvoletta di Fantozzi sul capo. Il grande pessimista Giacomo Leopardi.
“Mi scusi…” dissi correndogli dietro. Lui si girò lentamente.
“Si? Ch’interrompe i miei pensieri sul tormento della vita mia?”
Rimasi incerta. Di certo era lui, ma non potevo andar li, da un mito dell’800, e fare un’intervista, semplice ma cosi…”MODERNA”.
“Salve!” cominciai… “Mi chiamo Silvia…”
“Oh, Silvia, rimembri ancora quel tempo…”
“Si, si” tagliai corto. “Mi scusi, ma non sono morta. Malgrado tutto, rimembro la sua poesia e vorrei intervistarla”.
“Oh, che tormento ch’è la vita! E sia, una nella mia dimora.”
“Ok, per me va bene!”
Inviai un sms in redazione: domani,uno scoop!
“Vuole un passaggio? Ho la minicar parcheggiata propria li.”
“Oh. Cosi infernali! Non sia mai!”
“ O…kay, allora andiamo a piedi!”
Non l’avessi mai detto! Il signor Leopardi abitava su una collina e, arrivati in cima, ero letteralmente STREMATA.
Lui, essendo un fantasma, entrò dal muro, lasciandomi sola.
Il palazzo era maestoso, di certo non recente, ma si reggeva in piedi. Era fatto di legno, stile “vecchio maniero”, con profonde crepe sul portone e pesanti tendoni alle finestre.
Evidentemente s’era scordato di me, cosi suonai.
Uno stridulìo acuto suono nella valle, assordandomi.
Ma il portone a aprì.
“E permesso?” chiesi, entrando titubante.
“Oh, Silvia, entra in questa dimora!”
L’arredamento interno non era da meno. Tutto d’ebano, sembrava più la casa di Amleto.
Mi sedetti in un divano color bordeaux indicatomi dal poeta.
“Allora, mi dica, signor Leopardi”, iniziai, accendendo il registratore. “Cosa provava veramente per Silvia? Amore?”
“Oh, si, ella era lieta come in bocciolo di rosa. Ma, natura ingannevole, me la potrò via.”
“Di chiuso morbo, combattuta e vinta, vero?”
“Giusto”.
“E, mi dica, è tanto tempo che lei… ecco… non è in vita. Com’era, come giovane ottocentesco? E quali sono le differenze con noi del 2010?”
“Ah, cara Silvia, un affetto mi preme, triste e sconsolato, a ripensar alla mia giovinezza. La mia speme ormai è da tempo spenta…Ma, direi, voi del terzo millennio siete ingenui, poiché ancor credete nella natura, e aspettate che renda quel che in tempi passati ha promesso. Voi non sudate più sulle carte, non passate il tempo vostro primo a studiare, pensate a divertirvi e all’amor terreno.”
“Cosa pensa della morte?”
“Oh, che suono soave questa parola! Mia cara, quando mostrasti da lontano la tomba ignuda capii il vero significato della vita. Tutti siamo destinati a morire, perché non farlo prima del previsto?”
“Non  capisco…”
“In sintesi: non si dovrebbe vivere se si è destinati a morire, o almeno, non se si è sfortunati come me!”
“Mi lasciate senza fiato…”
“Sta per morire?”
“Per carità!” dissi toccando il mio porta fortuna.
“In conclusione, vorrei chiederle: cosa consiglierebbe a noi giovani del 2010?”
“Ascoltate la voce del vostro core, in silenzio, in una stanza buia, solo così capirete voi stessi. Amate solo una persona, ma amatela col core di un amore platonico!”
“Grazie mille, messer Leopardi!”
“Non c’è di che, Silvia, e rimembra…”
“Si, si rimembro!” dissi scappando.
“Ah, mi scusi…” esclamai girandomi. Ma la casa, e con sé Leopardi, non c’erano più.

Che ne dite? Scrivevo bene anche un pò di tempo fa??? xD
Commentate!!!!
Bacioni!